Umberto Eco a Bologna: La Prima Cattedra Di Semiotica Del 1975, La Nascita Del DAMS E La Rivoluzione Umanistica Nel Novecento Universitario
Un pomeriggio di nebbia fitta autunnale avvolge i portici di Via Zamboni. All'interno di un'aula gremita fino all'inverosimile, dove gli studenti siedono sui gradini, si accalcano lungo i corridoi e occupano persino i davanzali delle finestre, un uomo corpulento con la barba scura, gli occhiali spessi e una sigaretta accesa tra le dita traccia col gesso bianco sulla lavagna un triangolo concettuale. Tra una citazione in latino medievale di Tommaso d'Aquino, una battuta sferzante sul fumetto di Superman e un'analisi strutturale di un articolo di giornale, la voce profonda e teatrale di Umberto Eco cattura l'uditorio. Non si tratta di una convenzionale lezione accademica di filosofia teoretica, ma del laboratorio a cielo aperto in cui sta nascendo un nuovo modo di guardare il mondo: la semiotica contemporanea. Fuori, tra le osterie fumose e le pietre medievali della città felsinea, gli anni Settanta ribollono di tensioni politiche, contestazioni studentesche e sperimentazioni artistiche. Dentro quell'aula, la più antica università dell'Occidente sta ridefinendo il confine stesso della cultura umanistica.