STORIA E PATRIMONIO DI BOLOGNA
È l'autunno del 1176. Lungo le sponde ghiaiose del fiume Savena, a poche miglia a sud-est dalle prime case in muratura di Bologna, l'aria risuona dei colpi sordi dei magli che battono sulle teste dei pali di quercia. Decine di carpentieri e *magistri muratori*, immersi fino alla cintola nelle acque torbide del torrente, incastrano travi massicce, mentre file di carri trainati da buoi scaricano ciottoli di fiume, calce viva e massi di arenaria estratti dalle colline vicine. Sugli argini, i notai del Comune compilano pergamene bagnate dall'umidità, misurando con canne graduate il dislivello esatto del terreno. Non si tratta di un semplice sbarramento agricolo, ma di un'audace sfida ingegneristica e politica: imbrigliare le acque impetuose del Savena per condurle, lungo un alveo artificiale scavato a forza di braccia, dentro il cuore pulsante della città. A poche decine di chilometri di distanza, la pianura lombarda porta ancora i segni della battaglia di Legnano, consumatasi solo pochi mesi prima; a Bologna, tuttavia, la vera sovranità non si afferma soltanto con la spada contro l'Impero, ma con la capacità di piegare l'idrografia al destino manifatturiero e difensivo della comunità cittadina.
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By Bologna Historical & Cultural Heritage Desk | Wednesday, 19 August 2026 at 14:28 CEST