STORIA E PATRIMONIO DI BOLOGNA
Un colpo sordo di piccone fende l'aria umida dell'alba autunnale del 1902, squarciando con violenza la cortina di laterizio trecentesco a pochi passi da Porta San Felice. Una nube densa di polvere d'intonaco e calce secolare si solleva lentamente dalla ferita del muro, depositandosi sulle spalle e sul cappotto scuro di un uomo immobile a pochi metri dal cantiere. Quell'uomo è Alfonso Rubbiani. Giornalista, restauratore appassionato e visionario custode delle memorie civiche, Rubbiani stringe tra le dita un taccuino colmo di schizzi mentre osserva, impotente, l'avanzata inesorabile delle squadre comunali. Per il consiglio municipale dell'epoca, quel bastione rappresenta l'anacronismo di un passato claustrofobico: una barriera daziaria e igienica che soffoca i trasporti e lo sviluppo industriale della città moderna. Per Rubbiani e per gli intellettuali del neonato Comitato per Bologna Storica e Artistica, invece, ogni mattone che precipita nel fossato prosciugato è un frammento irrecuperabile di identità cittadina cancellato per sempre. Nel giro di un lustro, quasi otto chilometri di torri, bertesche, merlature e camminamenti di ronda verranno polverizzati per fare spazio ai moderni viali di circonvallazione, lasciando le porte urbiche isolate come isole monumentali nel traffico novecentesco.
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By Bologna Historical & Cultural Heritage Desk | Monday, 17 August 2026 at 21:26 CEST