Portici Di Bologna: Ingegneria Medievale, Statuti Del 1288 E La Genesi Urbana Del Patrimonio UNESCO
Un improvviso acquazzone autunnale si abbatte sui tetti di Bologna, trasformando in pochi istanti le carreggiate sterrate in fiumi di fango denso e scivoloso. Lungo Strada Maggiore, Guillaume de Châtillon, un diciannovenne giunto dalla Borgogna per studiare il diritto civile sui testi di Giustiniano, stringe al petto una borsa di cuoio cerato per proteggere i suoi preziosi codici pergamenati. Attorno a lui, carrettieri, speziali, frati mendicanti e mercanti di stoffe non corrono affannati in cerca di un riparo improvvisato: continuano a camminare a passo spedito, perfettamente all'asciutto. Sopra le loro teste si allunga un monumentale soffitto di possenti travi in legno di quercia che si sporge generosamente oltre i muri delle case, sostenuto da fusti d'albero alti nove metri che poggiano sul selciato come una foresta addomesticata.