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Bologna Streets & Landmarks Archive

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Via Barberia: Il Rinascimento Senatorio Di Palazzo Fibbia, I Cortili Barocchi E La Continuità Porticata Verso Il Collegio Di Spagna
STRADE E LUOGHI DI BOLOGNA

Via Barberia: Il Rinascimento Senatorio Di Palazzo Fibbia, I Cortili Barocchi E La Continuità Porticata Verso Il Collegio Di Spagna

Basta staccarsi per un attimo dal respiro ampio e concitato di Piazza Malpighi per scivolare dentro Via Barberia come attraverso una soglia invisibile. Di colpo, il rombo degli autobus urbani e il frastuono metallico della città moderna si spengono, assorbiti dalla massa porosa dei mattoni secolari e dalla cadenza ritmica delle volte a crociera. Sotto le suole delle scarpe, il selciato alterna ciottoli di fiume levigati dal tempo, cubetti di porfido e ampie lastre d’arenaria scalpellata, trasmettendo a ogni passo una vibrazione viva, solida e antica. L’aria del mattino accoglie il viandante con un intreccio inconfondibile di profumi: la fragranza dolce di burro fuso e pasta sfoglia che sfugge dal laboratorio di un forno artigianale, l’aroma tostato e pungente dell'espresso che sale dal banco di un caffè all’angolo, e quella nota minerale, fresca e profonda, di calce umida, travi di rovere e cantine patrizie che custodisce la memoria autentica di Bologna.

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Piazza Verdi: L'Ingegneria Teatrale Di Antonio Galli Bibiena, Il Guasto Bentivolesco E Il Baricentro Accademico Di Bologna
STRADE E LUOGHI DI BOLOGNA

Piazza Verdi: L'Ingegneria Teatrale Di Antonio Galli Bibiena, Il Guasto Bentivolesco E Il Baricentro Accademico Di Bologna

L’aria mattutina sotto le volte d’arenaria di Via Zamboni conserva la frescura umida della notte, impregnata di quell’inconfondibile profumo di caffè appena macinato, carta stampata di dispense universitarie e polvere di calce secolare. Avanzando a passo lento, il selciato in ciottoli di fiume e lastre levigate rimanda il ticchettio ritmico dei passi e il fruscio continuo delle biciclette, mentre la fuga prospettica dei [Portici di Bologna](https://whc.unesco.org/en/list/1650/), custodi millenari del cammino urbano e Patrimonio Mondiale UNESCO, accompagna lo sguardo verso una luce che si allarga all'improvviso. Pochi metri oltre l’ombra protettiva delle Due Torri, il corridoio ombroso si interrompe: i muri arretrano bruscamente, il cielo si spalanca sopra i tetti di cotto e il paesaggio sonoro muta all'istante. Gli arpeggi squillanti di un violino e le scale calde di un violoncello filtrano dalle grandi finestre spalancate del Conservatorio, fondendosi con il vociare vivace di capannelli di studenti, con lo sfrigolio dei banconi dei bar e con l'odore fragrante della mortadella fresca e dei crescenti caldi appena sfornati. Siete entrati nel cuore pulsante di [Piazza Giuseppe Verdi](https://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Giuseppe_Verdi), l’ombelico irrequieto, colto e teatrale della cittadella accademica più antica d’Europa: una vera e propria scenografia a cielo aperto dove una catastrofe dinastica del Rinascimento ha scavato uno dei vuoti urbani più densi di fascino della penisola.

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Piazza Minghetti: Il Giardino Paesaggistico Del Sambuy, L'Eclettismo Monumentale Delle Poste E La Scenografia Civica Post-Unitaria
STRADE E LUOGHI DI BOLOGNA

Piazza Minghetti: Il Giardino Paesaggistico Del Sambuy, L'Eclettismo Monumentale Delle Poste E La Scenografia Civica Post-Unitaria

Il passo rallenta quasi spontaneamente quando la densa teoria d'ombre di Via Farini si dischiude all'improvviso, cedendo il posto a una cascata di luce dorata filtrata da una volta di foglie monumentali. Sotto la suola delle scarpe, il selciato in ciottoli di fiume e lastre di arenaria restituisce una vibrazione secca, mentre l'eco ovattata dei passi sotto le volte svanisce, assorbita dal fruscio continuo delle chiome che dominano lo spazio aperto. L'aria del mattino profuma di caffè tostato appena macinato, del vapore amaro che sale dalle tazzine del vicino portico e del sentore terroso di corteccia umida e ghiaia battuta. A pochi metri di distanza, il tintinnio metallico dei cucchiaini sui piattini di porcellana si mescola al fruscio discreto dei quotidiani sfogliati all'aperto e al ronzio sommesso della città che si risveglia: un ciclista che scivola silenzioso tra i viali alberati, lo scatto della serratura di una bottega d'antiquariato, il vociare lontano che giunge dal fitto dedalo del Quadrilatero.

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Via Zamboni: Topografia Universitaria, L'Eredità Di Palazzo Poggi E I Portici Monumentali Di San Giacomo Maggiore
STRADE E LUOGHI DI BOLOGNA

Via Zamboni: Topografia Universitaria, L'Eredità Di Palazzo Poggi E I Portici Monumentali Di San Giacomo Maggiore

Sotto l'ombra scura e maestosa delle Due Torri, l'aria del primo mattino accoglie chi arriva con un intreccio inconfondibile di profumi: l'aroma tostato del caffè espresso appena macinato, il sentore burroso della pasta sfoglia sfornata nei bar storici e l'odore pungente di carta fresca dei chioschi che aprono all'angolo con Piazza di Porta Ravegnana. Il selciato, fatto di ciottoli di fiume levigati dal passaggio dei secoli e lastre di arenaria, rimanda il ticchettio svelto delle scarpe degli studenti, il cigolio metallico delle catene di bicicletta e il brusio vivace di decine di conversazioni che risuonano sotto le alte volte affrescate. Qui comincia Via Zamboni: non una semplice strada cittadina, ma una straordinaria galleria coperta a cielo aperto, un cannocchiale prospettico lungo quasi un chilometro che attraversa un intero millennio di intrighi principeschi, scoperte scientifiche, passioni civili e capolavori d'arte rinascimentale.

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Via Del Pratello: Morfologia Dell'Edilizia Vernacolare Medievale, Strutture Porticate a Sporto E La Storia Sociale Di Bologna
STRADE E LUOGHI DI BOLOGNA

Via Del Pratello: Morfologia Dell'Edilizia Vernacolare Medievale, Strutture Porticate a Sporto E La Storia Sociale Di Bologna

Il rumore del traffico di Piazza Malpighi si spegne con la rapidità di un sipario che cala non appena il piede oltrepassa la soglia invisibile dell'antico borgo. Sotto le suole, il selciato di ciottoli di fiume e le lastre di granito rimandano un suono sordo e cadenzato, mentre l'aria si fa improvvisamente densa, impregnata di profumi contrastanti e veraci: il sentore umido del legno secolare e dei mattoni in cotto si mescola alla fragranza calda del pane appena sfornato, alle note pepate della mortadella tagliata al banco e all'effluvio vinoso che sale dalle cantine storiche. Davanti a voi, la prospettiva non si apre con la solennità aristocratica dei grandi corsi nobiliari, ma si raccoglie in un corridoio intimo e continuo, dove i portici bassi si allungano verso ponente come un abbraccio protettivo scavato nella materia viva della città. Le ombre dense delle campate si alternano a tagli di luce dorata che accarezzano facciate nei toni caldi dell'ocra, della terra di Siena e del classico rosso bolognese. È un respiro diverso quello che accoglie chi cammina qui: un ritmo raccolto, ostinato e fiero, che racconta una Bologna lontana dai palazzi del potere senatorio e profondamente radicata nella propria anima popolare.

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Via D'Azeglio: Il Rinascimento a Bugnato Di Palazzo Bevilacqua, La Fortezza Medievale Di Corte Galluzzi E Il Chiostro Di San Procolo
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Via D'Azeglio: Il Rinascimento a Bugnato Di Palazzo Bevilacqua, La Fortezza Medievale Di Corte Galluzzi E Il Chiostro Di San Procolo

I tuoi passi risuonano sul lastricato scuro mentre l'ombra monumentale della Basilica di San Petronio cede gradualmente il passo a una prospettiva più intima, raccolta e baciata da una luce dorata. Lasciandoti alle spalle l'ampio respiro di Piazza Maggiore, l'aria cambia consistenza: la brezza che spazza il selciato civico si smorza tra le quinte serrate dei palazzi nobiliari, trasformandosi in una carezza riparata. Sei all'imbocco di Via D'Azeglio, l'antico cardo meridionale della *Bononia* romana, dove la pietra arenaria levigata da secoli di cammino dialoga con le vetrine eleganti delle botteghe storiche.

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Il Quadrilatero: Geometrie Mercantili E Corporazioni Medievali Nel Reticolo Di Via Drapperie E Pescherie Vecchie
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Il Quadrilatero: Geometrie Mercantili E Corporazioni Medievali Nel Reticolo Di Via Drapperie E Pescherie Vecchie

L’aria del primo mattino su [Piazza Maggiore](https://www.bolognawelcome.com/it) ha la grana ruvida della pietra bagnata e l’aroma denso del caffè appena tostato che filtra dai portici monumentali. Basta scivolare lungo il fianco incompiuto della Basilica di San Petronio per avvertire una repentina metamorfosi dello spazio: la vastità solenne della piazza d'armi si spezza in un dedalo fitto di vicoli medievali, dove il cielo si assottiglia in una striscia d'azzurro stretta tra gronde sporgenti e facciate color ocra, mattone e terra di Siena. Sotto le suole, il lastricato di arenaria e i ciottoli di fiume levigati da secoli di passi ti guidano direttamente nel ventre pulsante di Bologna: il **Quadrilatero**.

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Portico Di San Luca: Ingegneria Devozionale, Geometria Dei 666 Archi E La Transizione Paesaggistica Verso Il Colle Della Guardia
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Portico Di San Luca: Ingegneria Devozionale, Geometria Dei 666 Archi E La Transizione Paesaggistica Verso Il Colle Della Guardia

Un’aria umida e frizzante scivola giù dai colli quando i primi raggi di sole fendono la nebbia sottile sopra i tetti d'argilla. A Porta Saragozza la città non si desta con un sussulto, ma con un respiro lento, cadenzato e antico. Sotto le suole, i ciottoli di fiume e i lastroni di arenaria restituiscono una consistenza solida, levigata da secoli di passi, carrozze e devozione. Il cigolio sommesso delle serrande di ferro che si alzano lungo la via si mescola al profumo denso del caffè macinato che fuoriesce dalle porte a vetri dei bar di quartiere e all'aroma fragrante del pane appena sfornato, intriso di quella nota speziata e inconfondibile di mortadella tagliata all'alba nelle botteghe storiche. Alzando lo sguardo, una prospettiva geometrica ipnotica si allunga verso occidente: una fuga ininterrotta di pilastri, archi a tutto sesto e volte a crociera tinte di terra d'ombra e rosso bolognese che invita a camminare, sfidando lo spazio e la gravità.

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Piazza Santo Stefano: Morfologia Urbana, Prospettive Porticate E L'Enigma Delle Sette Chiese
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Piazza Santo Stefano: Morfologia Urbana, Prospettive Porticate E L'Enigma Delle Sette Chiese

I ciottoli di fiume levigati scricchiolano sotto le scarpe mentre ti lasci alle spalle il traffico dei viali ed entri nell'abbraccio silenzioso dei portici di Via Santo Stefano. L'aria del mattino profuma di chicchi di caffè macinati al momento che sfuggono dalle porte a vetri dei bar storici, mescolati alla fragranza calda e sapida della crescenta appena sfornata e a quel sentore inconfondibile di cera d'api, legno antico e pietra ombrosa che preannuncia la vicinanza di un luogo sacro. Poi, all'improvviso, la prospettiva si spalanca: niente angoli retti o rigide simmetrie rinascimentali, ma un ampio catino triangolare in leggera pendenza, pavimentato a ciottoli di fiume e incorniciato da una scenografia continua di palazzi nobiliari color terracotta e ocra. È Piazza Santo Stefano — che i bolognesi chiamano semplicemente "Piazza delle Sette Chiese" — uno degli spazi urbani più magnetici e intatti d'Europa.

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Piazza San Domenico: Le Arche Dei Glossatori, La Genesi Scultorea Di Michelangelo E L'Urbanistica Conventuale Di Bologna
STRADE E LUOGHI DI BOLOGNA

Piazza San Domenico: Le Arche Dei Glossatori, La Genesi Scultorea Di Michelangelo E L'Urbanistica Conventuale Di Bologna

Basta compiere una manciata di passi allontanandosi dall'eleganza severa dei portici di Via d'Azeglio e dal brusio raffinato delle vetrine di Via Farini per avvertire una mutazione istantanea nel respiro stesso della città. Lo spazio urbano di Bologna, quasi sempre protetto dal grembo continuo e accogliente dei suoi archi, si spalanca senza preavviso in una radura silenziosa e monumentale, fuori dal tempo: [Piazza San Domenico](https://www.bolognawelcome.com/it/luoghi/edifici-religiosi/basilica-di-san-domenico).

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Via Galliera: Architettura Senatoria, I Portici Rinascimentali Di Palazzo Felicini E La Topografia Patrizia Di Bologna
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Via Galliera: Architettura Senatoria, I Portici Rinascimentali Di Palazzo Felicini E La Topografia Patrizia Di Bologna

L'aria del primo mattino a Bologna possiede una consistenza densa e accogliente, intrisa dell'odore minerale dell'arenaria bagnata, del profumo scuro del caffè tostato che filtra dai portoni socchiusi e di quell'aroma inconfondibile di pane caldo e mortadella appena affettata che fuoriesce dalle botteghe di quartiere. I tuoi passi risuonano ritmici sui ciottoli di fiume e sui lastroni scuri, levigati da secoli di carrozze nobiliari, mercanti e pellegrini. Lasciandoti alle spalle il flusso moderno di Via dell'Indipendenza e imboccando Via Galliera, la città cambia registro con una rapidità sorprendente: i rumori del traffico si attenuano all'istante, assorbiti da un maestoso corridoio di portici che sembra custodire intatto il silenzio della storia.

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Strada Maggiore: Archeologia Stradale Della Via Emilia, I Portici Lignei Di Casa Isolani E Il Quadriportico Dei Servi
STRADE E LUOGHI DI BOLOGNA

Strada Maggiore: Archeologia Stradale Della Via Emilia, I Portici Lignei Di Casa Isolani E Il Quadriportico Dei Servi

Il rumore sordo del traffico di Piazza di Porta Ravegnana sfuma all'istante non appena varchi la soglia invisibile del primo portico. Sotto le suole, la pietra arenaria e i ciottoli di fiume levigati dal passaggio di innumerevoli generazioni restituiscono una consistenza solida e viva, mentre l'aria del mattino si fa improvvisamente fresca, protetta dalla coltre d'ombra delle arcate secolari. Da una bottega d'angolo filtra l'aroma tostato del caffè espresso appena macinato che si mescola alla fragranza speziata e inconfondibile della mortadella affettata al momento; una bicicletta scivola via silenziosa sul lastricato lucido, con il ticchettio ritmico della catena che si riverbera contro le volte in cotto. Sei appena entrato in Strada Maggiore, e la sensazione immediata non è quella di percorrere un semplice asse stradale, bensì di scivolare all'interno di una monumentale galleria a cielo coperto: un organismo architettonico continuo e pulsante dove lo spazio pubblico e l'intimità domestica si fondono senza interruzione da oltre duemila anni.

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Piazza Del Nettuno: Il Manierismo Idraulico Del Giambologna, Le Stratificazioni Di Salaborsa E La Memoria Civica Di Palazzo Re Enzo
STRADE E LUOGHI DI BOLOGNA

Piazza Del Nettuno: Il Manierismo Idraulico Del Giambologna, Le Stratificazioni Di Salaborsa E La Memoria Civica Di Palazzo Re Enzo

Il rumore sordo dei passi sui ciottoli di fiume levigati dal tempo si fonde con il brusio sommesso dei ciclisti che sfilano sotto le volte d'ombra. Chiunque approdi a Bologna avverte subito una sensazione di avvolgimento teatrale: l'aria del mattino profuma di caffè appena tostato, di pasta sfoglia calda pronta a farsi *crescentina* o *sfogliatella*, e di quel sentore inconfondibile di mortadella artigianale, noce moscata e spezie stagionate che filtra dai vicoli stretti del vicino Quadrilatero. Camminando sotto le ampie campate dei portici monumentali — proclamati patrimonio mondiale dell'umanità dall'[UNESCO](https://whc.unesco.org/en/list/1650) — lo sguardo viene guidato da un chiaroscuro continuo, fino al momento in cui la penombra delle arcate improvvisamente cede il passo a una scenografia monumentale a cielo aperto. Ci si ritrova nel baricentro esatto in cui la Bologna comunale e la Bologna pontificia hanno trovato la loro sintesi più spettacolare: Piazza del Nettuno.

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Ghetto Ebraico Di Bologna: Topografia Medievale, Passaggi Aerei E La Memoria Storica Tra Via Dell'Inferno E Via De' Giudei
STRADE E LUOGHI DI BOLOGNA

Ghetto Ebraico Di Bologna: Topografia Medievale, Passaggi Aerei E La Memoria Storica Tra Via Dell'Inferno E Via De' Giudei

Sotto la mole severa delle Due Torri, dove l’ombra della Garisenda incide il selciato come la meridiana di un gigante di pietra, l'aria profuma di pane appena sfornato, di salumi speziati che evaporano dalle botteghe del Quadrilatero e dell'odore acre e minerale della polvere di laterizio antico. I passi risuonano sui ciottoli di fiume levigati da secoli di cammino; le risate degli studenti che sciamano verso l'Università si mescolano al brusio incessante dei portici di Via Rizzoli. Davanti a te, a pochi centimetri dal flusso continuo di Piazza di Porta Ravegnana, si apre una fenditura quasi segreta nel fronte compatto dei palazzi bolognesi: è l'imbocco di Via de' Giudei. Basta varcare quella soglia invisibile perché il frastuono della città si dissolva d'incanto, inghiottito da una penombra densa, fresca e raccolta. Le pareti degli edifici in cotto scuro sembrano stringersi attorno alle spalle, svelando un dedalo silenzioso di travi secolari, archi pensili e memorie stratificate.

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Le Due Torri: Ingegneria Medievale, Pendenze Strutturali E L'Evoluzione Urbanistica Di Piazza Di Porta Ravegnana
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Le Due Torri: Ingegneria Medievale, Pendenze Strutturali E L'Evoluzione Urbanistica Di Piazza Di Porta Ravegnana

Il mattino a Bologna non si annuncia con il fragore convulso delle grandi capitali europee, ma attraverso una sinfonia sommessa di passi ovattati, biciclette che scivolano sull'arenaria umida e serrande metalliche che si alzano una dopo l'altra. Camminando da Piazza Maggiore lungo Via Rizzoli, l'aria tiepida si carica all'istante di sentori inconfondibili: il profumo tostato dell'espresso macinato di fresco nelle caffetterie storiche si intreccia a quello burroso dei forni e alla nota sapida della mortadella affettata nelle botteghe del vicino Quadrilatero. Sotto le suole, il selciato dei sampietrini restituisce un ritmo cadenzato, una vibrazione che rimbalza e si amplifica sotto la volta maestosa dei portici che ti scortano a destra e a sinistra come una galleria continua.

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Canale Delle Moline E Via Piella: Archeologia Idraulica, Filatoi Di Seta E La Rete Fluviale Sotterranea Di Bologna
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Canale Delle Moline E Via Piella: Archeologia Idraulica, Filatoi Di Seta E La Rete Fluviale Sotterranea Di Bologna

Basta compiere una manciata di passi allontanandosi dal flusso incalzante di Via dell’Indipendenza, infilando l'imbocco di Via Augusto Righi, perché il profilo sonoro della città muti radicalmente. I passi risuonano sui ciottoli di fiume levigati e sulle lastre di trachite scura che compongono il selciato, mentre i portici medievali stendono le loro campate regolari come un cannocchiale prospettico verso l'incrocio con Via Piella. L'aria del mattino reca con sé un amalgama inconfondibile di profumi: l'effluvio burroso e caldo di una sfoglia appena tirata al matterello che fuoriesce dalle finestre socchiuse di un laboratorio artigianale, la fragranza speziata e rotonda del pepe e della mortadella tagliata fresca al banco di una bottega d'angolo, e la nota minerale, umida, persistente della calce viva intrisa d'acqua.

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Archiginnasio Di Bologna: Araldica Universitaria, Il Teatro Anatomico E La Nascita Dello Studium Unitario
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Archiginnasio Di Bologna: Araldica Universitaria, Il Teatro Anatomico E La Nascita Dello Studium Unitario

L’aria del primo mattino a Bologna ha il sapore fresco dell’argilla umida e della pietra arenaria scaldata dai primi raggi obliqui del sole. Camminare lungo il lastricato lucido che costeggia il fianco monumentale della Basilica di San Petronio significa immergersi in una partitura sensoriale inconfondibile: lo sfrigolio fragrante dei chicchi di caffè appena macinati nei banconi storici, il fruscio ritmico delle biciclette che sfilano veloci sulle basole di granito e l’eco cadenzata dei propri passi che rimbalza sotto le arcate maestose. Il profumo burroso delle pasticcerie e la nota speziata della mortadella tagliata sottile nelle botteghe del vicino Quadrilatero si fondono con l'odore secolare di carta antica, cera d'api e legno stagionato che filtra silenzioso dalle grandi vetrate.

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Piazza Maggiore: Decifrare l'Urbanistica Civica E Le Stratificazioni Medievali Nel Cuore Di Bologna
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Piazza Maggiore: Decifrare l'Urbanistica Civica E Le Stratificazioni Medievali Nel Cuore Di Bologna

Il riverbero dei passi sui sampietrini bagnati dall'umidità mattutina risuona sotto le volte calde e ocra dei portici, mentre l'aroma tostato dell'espresso appena estratto si mescola al profumo pungente della mortadella tagliata di fresco nelle botteghe che aprono i battenti. Poi, quasi all'improvviso, l'ombra protettiva delle arcate si interrompe e lo spazio si spalanca: una distesa monumentale di pietra, mattoni rossi e cielo aperto accoglie lo sguardo in un colpo d'occhio senza paragoni. Siamo nel cuore pulsante di Bologna, in una delle piazze pubbliche più straordinarie d'Europa: **Piazza Maggiore**.

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