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CRONACA E NOTIZIE DI BOLOGNA

Scuola Di Ingegneria Di Viale Risorgimento: L'Architettura Razionalista Di Giuseppe Vaccaro Tra Struttura a Pettine, Torre Libraria E Laboratori Idraulici

**CRONACA E ATTUALITÀ DI BOLOGNA | PATRIMONIO ARCHITETTURA E RICERCA**
Punto Chiave / Sintesi
Essential takeaway summary for Scuola Di Ingegneria Di Viale Risorgimento: L'Architettura Razionalista Di Giuseppe Vaccaro Tra Struttura a Pettine, Torre Libraria E Laboratori Idraulici.

Dalle pendici dell'ex Villa Cassarini alle sfide della transizione ecologica e computazionale: viaggio nel capolavoro razionalista di Giuseppe Vaccaro ed Enrico De Angeli, dove la purezza formale del calcestruzzo armato e del laterizio sposa da novant'anni l'eccellenza della formazione tecnica felsinea.


1. Sintesi dell'Attualità: La Rinascita Funzionale e Monumentale del Polo di Ingegneria

Sulle prime balze collinari che incorniciano Porta Saragozza, il monumentale complesso della Scuola di Ingegneria e Architettura dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna in Viale Risorgimento 2 si conferma al centro di un ambizioso programma di valorizzazione materiale, sostenibilità energetica e rifunzionalizzazione degli spazi della ricerca. Negli ultimi mesi, il polo universitario è stato protagonista di una serie di interventi integrati promossi dall'Ateneo bolognese in sinergia con il Comune di Bologna e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio: dal completamento dei restauri conservativi sulle celebri superfici in laterizio e intonaco terranova, alla digitalizzazione e apertura al pubblico dei fondi archivistici storici custoditi nella celebre torre libraria, fino all'inaugurazione dei nuovi banchi di prova meccatronici e idraulici per l'adattamento climatico.

La sede, da sempre fulcro del dibattito scientifico e meta di studiosi e visitatori durante le giornate di valorizzazione urbana promosse da BolognaToday e dalle rassegne culturali cittadine, testimonia come un manufatto edilizio concepito negli anni Trenta del Novecento possa non solo conservare la propria identità formale, ma rivelarsi una formidabile "macchina didattica" contemporanea. L'edificio non è un museo statico del Movimento Moderno, bensì un organismo accademico pulsante, attraversato ogni giorno da migliaia di studenti, ricercatori e docenti afferenti ai diversi dipartimenti dell'area ingegneristica e architettonica.


2. Genesi e Visione: Umberto Puppini, Giuseppe Vaccaro e il Cantiere del 1931-1935

Per comprendere la portata storica e costruttiva della sede di Viale Risorgimento, occorre risalire al fervido clima intellettuale e tecnico dei primi anni Trenta. La vecchia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, storicamente insediata nell'ex Convento dei Celestini e in aule frammentate nel cuore medievale della città, risultava del tutto inadeguata dinanzi all'esplosione delle immatricolazioni e alla rapida evoluzione delle scienze applicate.

Il vero artefice politico e scientifico della svolta fu Umberto Puppini (1884-1946), illustre idraulico di fama internazionale, professore ordinario, preside della Scuola di Ingegneria dal 1923, nonché sindaco e poi podestà di Bologna, oltre che deputato e futuro Ministro della Marina Mercantile. Puppini intuì che la nuova ingegneria richiedeva un modello spaziale policentrico ma integrato, in cui le grandi sale sperimentali pesanti – idraulica, macchine, scienza delle costruzioni, chimica applicata – convivessero armoniosamente con la didattica frontale e la conservazione bibliografica.

La scelta del sito cadde sul colle dell'ex Villa Cassarini, una posizione scenografica e dominante posta a cerniera tra l'anello dei viali di circonvallazione e l'ascesa verso i colli di San Luca. Come ricordato nei dettagliati archivi di Storia e Memoria di Bologna, l'incarico progettuale venne affidato al giovane architetto bolognese Giuseppe Vaccaro (1896-1970), laureatosi proprio a Bologna sotto la guida del maestro del primo cemento armato italiano, Attilio Muggia. Vaccaro, affiancato dal brillante ingegnere Enrico De Angeli, trasformò radicalmente l'originaria impostazione accademico-eclettica in una delle dichiarazioni più pure e rigorose del Razionalismo italiano.

L'opera, i cui cantieri si svolsero a tempo di record tra il 1932 e il 1935, rifuggiva il monumentalismo retorico e neoclassico in voga nella capitale, abbracciando una modernità limpida, legata alla funzione, alla proporzione aurea e alla perfetta esibizione tecnologica dei materiali.


3. Principi Compositivi e Strutturali: Lo Schema a Pettine e la Torre Libraria

Il complesso di Viale Risorgimento rappresenta un manifesto didattico permanente per qualunque studente di architettura e ingegneria civile. L'impianto planivolumetrico si articola su una rigorosa matrice geometrica generata da esigenze di carattere bioclimatico, strutturale e logistico.

L'Organizzazione a Pettine e il Clima Interno

L'asse compositivo principale è costituito da un lungo corpo di fabbrica orizzontale – la cosiddetta stecca di distribuzione – che si sviluppa parallelamente al dislivello del terreno e alla viabilità urbana. Da questa dorsale longitudinale si innestano perpendicolarmente, verso l'interno del lotto verde, i blocchi trasversali delle aule, delle sale da disegno e degli istituti specialistici, disegnando la classica configurazione "a pettine".

Questa soluzione rispondeva a precise sfide ingegneristiche: * Illuminazione Naturale Ottimizzata: I corpi trasversali, separati da ampie corti a giardino, beneficiano di una doppia esposizione Nord-Sud. Le aule didattiche e le sale da disegno ricevono la luce uniforme e non abbagliante da settentrione, essenziale per il calcolo grafico e il disegno tecnico, mentre gli affacci meridionali garantiscono apporti solari invernali controllati. * Ventilazione Incrociata Naturale: La ridotta sezione trasversale dei singoli padiglioni e l'allineamento delle aperture permettono una ventilazione passiva naturale, capace di smaltire il calore estivo senza ricorrere a complessi impianti di condizionamento forzato. * Finestrature a Nastro e Telai in Cemento Armato: L'adozione del telaio strutturale puntiforme in calcestruzzo armato ha svincolato le pareti perimetrali dalla funzione portante (plan libre e façade libre di matrice lecorbusiana). Le facciate sono così ritmate da lunghe finestre continue a nastro (ferrofinestra), che garantiscono una continuità percettiva orizzontale di assoluta eleganza.

Il Contrappunto Plastico della Torre Libraria

Il punto focale dell'intera composizione volumetrica è la Torre Libraria, alta circa 35 metri, collocata in posizione asimmetrica sopra l'atrio d'ingresso principale. La torre assolve a una duplice funzione: 1. Archetipo Funzionale: Concepita come un archivio librario verticale ad altissima densità (custode della preziosa Biblioteca di Facoltà, oggi intitolata a Gualtiero Michelucci per il settore architettura), la torre sfrutta un'ossatura metallica interna autoportante di scaffalature brevettate, collegata a montacarichi rapidi per la distribuzione istantanea dei tomi al banco consultazione. 2. Segno Urbano e Contrappunto Materico: Dal punto di vista plastico, la torre si contrappone alla marcata orizzontalità del basamento in lastre di travertino chiaro e dei corpi intonacati in bianco. Il suo rivestimento in laterizio rosso a vista, lavorato con magistrale tessitura muraria a corsi orizzontali perfetti, riallaccia l'opera all'identità cromatica della Bologna turrita e medievale, fondendo tradizione felsinea e avanguardia mitteleuropea.


4. La Macchina Sperimentale: Idraulica, Prove Materiali e i Grandi Laboratori

La Scuola di Ingegneria di Bologna non fu progettata come un mero contenitore di lavagne e banchi, ma come una fabbrica scientifica. Il coordinamento tra l'architetto Vaccaro e il corpo docente guidato da Puppini consentì di calibrare ogni singolo metro cubo di calcestruzzo sulle esigenze degli apparati sperimentali d'avanguardia.

L'Istituto di Idraulica, in particolare, divenne un modello di riferimento internazionale. Sfruttando abilmente il dislivello orografico della collina di Villa Cassarini, Vaccaro e Puppini realizzarono un impianto a gravità con serbatoi piezometrici posti alla quota superiore, capaci di alimentare grandi canali sperimentali in vetro e cemento armato per lo studio del moto ondoso, delle risacche e delle correnti a pelo libero. Nei vasti sotterranei trovarono posto vasche volumetriche di decantazione e taratura da centinaia di metri cubi, servite da potenti gruppi di pompaggio per il ricircolo continuo delle acque.

Parallelamente, il Laboratorio Prove Materiali fu equipaggiato con massicce presse di schiacciamento e telai di contrasto idraulici (tra cui strumenti storici della ditta Amsler), capaci di applicare carichi concentrati fino a centinaia di tonnellate per testare elementi strutturali in cemento armato, murature storiche e acciai speciali. La pavimentazione di questi ambienti fu impostata su massicciate indipendenti e giunti sismici disaccoppiati dalla struttura dell'edificio principale, evitando la propagazione di vibrazioni e micro-oscillazioni alle aule didattiche e alla torre libraria.


5. Dalle Ferite del Secondo Conflitto Mondiale ai Restauri Filologici

La posizione strategica dell'edificio, situato a ridosso dell'accesso sud-occidentale della città e dotato di ampie volumetrie seminterrate in calcestruzzo massiccio, segnò profondamente la sua storia durante la Seconda Guerra Mondiale.

L'Occupazione Bellica e i Danni dei Bombardamenti

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, il complesso di Viale Risorgimento fu requisito dalle truppe di occupazione della Wehrmacht e dai comandi militari fascisti della Repubblica Sociale Italiana. I suoi sotterranei e i laboratori vennero trasformati in sedi di presidio, uffici di controllo territoriale e rifugi antiaerei, divenendo teatro di tragici interrogatori di prigionieri politici e partigiani.

Durante le drammatiche incursioni aeree angloamericane che colpirono Bologna tra il 1943 e il 1944, l'edificio subì pesanti danni da schegge e bombe dirompenti. Diversi spezzoni esplosivi danneggiarono la testata delle aule, le vetrate continue e la sommità della torre libraria. Nel 1945, all'indomani della Liberazione di Bologna da parte delle truppe alleate e dei partigiani, la sede di Ingegneria fu temporaneamente convertita in ospedale militare di campo per le truppe britanniche e polacche, prima di essere riconsegnata alla sua naturale vocazione universitaria nell'autunno dello stesso anno.

I Restauri Filologici Contemporanei

Nel corso degli ultimi decenni, l'Università di Bologna ha condotto interventi di restauro filologico di altissimo profilo scientifico, monitorati con rigore dalla Soprintendenza. La sfida principale ha riguardato la sostituzione delle decine di metri quadrati di ferrofinestre originali, ammalorate dal tempo e termicamente disperdenti, con serramenti metallici contemporanei a taglio termico e vetri stratificati a controllo solare, realizzati su misura per ricalcare al decimo di millimetro le sottili sezioni dei profili originari di Vaccaro.

Al contempo, sono stati eseguiti delicati consolidamenti strutturali delle armature in calcestruzzo mediante iniezioni di malte pozzolaniche esenti da sali e fibre di carbonio intrinseche, restituendo agli intonaci la loro originale finitura materica senza alterare la lettura volumetrica del complesso.


6. Contesto e Impatto sulla Città di Bologna

L'insediamento della Scuola di Ingegneria su Viale Risorgimento ha rappresentato un momento spartiacque per lo sviluppo urbanistico del quadrante sud-occidentale di Bologna.

Inserendosi tra la solennità delle mura storiche abbattute a fine Ottocento e il verde monumentale della collina, il complesso ha generato un parco della conoscenza che dialoga direttamente con la cittadinanza. Il quartiere Saragozza-Porta Sant'Isaia si è sviluppato nei decenni successivi attorno a questa presenza, accogliendo collegi universitari, residenze per studenti, librerie specializzate e spin-off industriali.

Come spesso sottolineato dai reportage di approfondimento de Il Resto del Carlino - Cronaca di Bologna, la sede di Viale Risorgimento rappresenta per Bologna un polmone culturale insostituibile: non un'enclave chiusa, ma una cerniera viva dove l'accademia incontra il tessuto produttivo della Motor Valley e della Data Valley emiliano-romagnola.


7. Voci della Comunità: Prospettive tra Scienza, Didattica e Tutela

Il valore dell'opera di Vaccaro e Puppini emerge con forza dalle testimonianze dei protagonisti che quotidianamente animano e tutelano questi spazi.

"La sede di Viale Risorgimento è un unicum nel panorama universitario europeo. Quando Giuseppe Vaccaro e Umberto Puppini immaginarono questo edificio, modellarono gli spazi sull'atto stesso della ricerca: la luce che illumina i tavoli da disegno, il rigore delle proporzioni che educa la mente degli allievi ingegneri e architetti, la robustezza dei laboratori capaci di accogliere macchinari all'epoca avveniristici. Il nostro dovere attuale è preservare questo monumento pur consentendogli di ospitare i supercalcolatori quantistici e le apparecchiature per la transizione verde."
— Prof.ssa Elena Bonfiglioli, ordinario di Storia dell'Architettura Contemporanea all'Alma Mater Studiorum.

"Per noi studenti, studiare all'ombra della Torre Libraria o nei corridoi della stecca principale significa respirare un senso di comunità e di rigore etico del progetto. Le aule a pettine offrono un comfort visivo e spaziale che raramente si riscontra nei moderni edifici iper-tecnologici prefabbricati. Qui la forma coincide esattamente con la funzione."
— Matteo Sarti, rappresentante degli studenti presso il Consiglio della Scuola di Ingegneria e Architettura - UniBo.

"Il lavoro svolto a Viale Risorgimento dimostra che la tutela monumentale non è un freno all'innovazione. Il restauro filologico degli infissi, la pulizia del laterizio a vista e la riqualificazione degli impianti idraulici e termici rappresentano una best practice nazionale per il recupero dell'architettura del Novecento."
— Arch. Marco Zanichelli, funzionario per la tutela dei beni architettonici del territorio felsineo.


8. Analisi di Prospettiva e Visione Futura: Verso l'Ingegneria 5.0

Guardando al prossimo decennio, il polo di Viale Risorgimento si prepara a tagliare il traguardo del suo centenario (1935-2035) all'interno di una rinnovata visione metropolitana. L'Università di Bologna ha avviato la creazione del Digital Twin (gemello digitale) dell'intero plesso: un modello informativo multidimensionale (BIM-GIS) in grado di monitorare in tempo reale i consumi energetici, la salute strutturale dell'edificio mediante sensori a fibra ottica annegati nelle travi e la qualità dell'aria nelle aule ad alta capienza.

Questa metamorfosi digitale e sostenibile mantiene intatta la filosofia originaria di Umberto Puppini: fare della sede dell'ingegneria bolognese non solo un luogo di apprendimento teorico, ma il motore pulsante della trasformazione tecnologica della società civile.


9. Punti Chiave e Sintesi per i Lettori

Per un quadro sinottico ed esaustivo delle caratteristiche della Scuola di Ingegneria di Bologna, la seguente tabella riassume i dati storici, costruttivi e funzionali salienti dell'opera:

Parametro / Aspetto Specifiche Tecniche e Dati Storici
Denominazione Ufficiale Sede della Scuola di Ingegneria e Architettura, Università di Bologna
Ubicazione Viale del Risorgimento 2, Quartiere Porto-Saragozza, Bologna
Cronologia Costruzione Progettazione: 1931-1932; Cantiere: 1932-1934; Inaugurazione: 28 Ottobre 1935
Progettisti Principali Arch. Giuseppe Vaccaro con la collaborazione dell'Ing. Enrico De Angeli
Committenza & Visione Prof. Umberto Puppini (Preside e Direttore della Scuola)
Stile Architettonico Razionalismo Italiano di matrice funzionalista europea
Tipologia Distributiva Schema "a pettine" (stecca longitudinale + padiglioni ortogonali)
Materiali Principali Cemento armato, laterizio felsineo a vista, travertino romano, ferrofinestra
Elemento Landmark Torre Libraria a pianta quadrangolare (altezza ~35 metri, 8 livelli archivio)
Laboratori Storici Istituto di Idraulica (vasche e canali), Lab. Prove Materiali e Strutture
Eventi Bellici Occupazione nazifascista (1943-1945), danni da bombardamento, ospedale alleato
Interventi Recenti Restauro filologico degli infissi, consolidamento antisismico, campus digitale
Fonti & Archivi Biblioteca Sala Borsa • Storia e Memoria di Bologna

10. Takeaway Box: L'Eredità Ingegneristica e Architettonica di Viale Risorgimento

📌 Sintesi e Valore Chiave dell'Opera

  • Sintesi Architettonica: La Scuola di Ingegneria di Viale Risorgimento a Bologna costituisce uno dei vertici assoluti del Razionalismo europeo, in cui la purezza geometrica e l'assenza di orpelli retorici celebrano la funzione didattica e scientifica.
  • Genio Tipologico: L'impianto distributivo a pettine ha risolto in modo pionieristico le esigenze di illuminazione naturale diffusa da nord per le aule e di ventilazione passiva trasversale, integrando perfettamente il dislivello collinare dell'ex Villa Cassarini.
  • Equilibrio Materico: Il dialogo plastico tra la stecca orizzontale in travertino/intonaco bianco e l'archetipo verticale della Torre Libraria in laterizio rosso a vista costituisce un ponte ideale tra l'identità costruttiva felsinea e il linguaggio del Movimento Moderno.
  • Integrazione Totale tra Struttura e Macchina di Ricerca: I grandi laboratori pesanti (l'Idraulica di Puppini e le Prove Materiali) non sono stati semplici annessi, ma organi vitali che hanno plasmato il calcolo del calcestruzzo armato e le fondazioni dell'edificio.
  • Attualità e Resilienza: Sopravvissuto alla guerra e rigenerato da accurati restauri filologici, il complesso dimostra come l'architettura d'autore del Novecento sia intrinsecamente flessibile, capace di accogliere l'ingegneria digitale e la transizione verde del terzo millennio senza perdere un millimetro della sua originaria grandezza.
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