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STRADE E LUOGHI DI BOLOGNA

Via Oberdan: La Casa-Torre Medievale Dei Guidozagni, L'Idrografia Sotterranea Dell'Aposa E La Stratificazione Di Borgo San Pietro

BOLOGNA — C’è un preciso istante, svoltando dall’ampia direttrice di Via Rizzoli nel punto in cui il profilo monumentale delle Due Torri cede il passo a una trama viaria più raccolta e obliqua, in cui il ritmo della città muta di colpo. I passi risuonano sui lastroni scuri di arenaria e granito; l'aria, improvvisamente riparata dal sole sferzante o dall'umidità padana, si fa densa dell’aroma inconfondibile di lievito madre appena sfornato, di salumi stagionati nelle botteghe storiche e dell’odore minerale, quasi salmastro, della calce antica che trasuda dalle volte intonacate. Qui i portici non sono semplici passaggi pedonali, ma autentici diaframmi di chiaroscuro che incorniciano il fluire ininterrotto di biciclette scricchiolanti, il ciaccolio sommesso degli artigiani e il riflesso caldo del cotto bolognese che muta d'intensità col passare delle ore.
Punto Chiave / Sintesi
Essential takeaway summary for Via Oberdan: La Casa-Torre Medievale Dei Guidozagni, L'Idrografia Sotterranea Dell'Aposa E La Stratificazione Di Borgo San Pietro.

Entrare in Via Oberdan significa varcare una soglia temporale e spaziale. Quello che oggi appare come un elegante rettifilo commerciale e residenziale, pulsante di vita contemporanea, custodisce nei propri allineamenti murari e nelle sue cavità ipogee la memoria stratificata di oltre otto secoli di ingegno costruttivo, conflitti corporativi e controllo idraulico.

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|  SCHEDA DI ITINERARIO ARCHITETTONICO: VIA OBERDAN                                 |
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|  * Asse Storico: Antico Borgo San Pietro / Borgo della Paglia                     |
|  * Lunghezza del Tracciato: Circa 380 metri da Via Rizzoli a Via delle Moline      |
|  * Elementi Guida: Casa-Torre dei Guidozagni, Alveo Ipogeo del Torrente Aposa,    |
|    Porticati a foglie d'acqua (Sec. XIII-XV), Palinsesti Rinascimentali           |
|  * Coordinate Urbane: Settore Nord-Orientale della Seconda Cerchia Muraria       |
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1. Genesi Toponomastica e Urbanistica: L'Antico Borgo San Pietro

Per comprendere la morfologia di Via Oberdan occorre retrocedere all'alto medioevo, allorché la città di Bologna superò l'antico perimetro quadrangolare di matrice romana per proiettarsi verso il contado agricolo settentrionale. La via costituiva l'arteria portante del cosiddetto Borgo San Pietro (o popolarmente Borgo della Paglia, in virtù delle merci foraggere e dei depositi agricoli che ne caratterizzavano gli sbocchi suburbani), un asse viario strategico che originava dall'incrocio con l'antica Via Emilia per dirigersi verso la fertile pianura della "Bassa".

Nel corso del XII secolo, con l'erezione della seconda cerchia fortificata – le celebri "Mura del Mille" o "Cerchia dei Torresotti" –, la via venne integrata all'interno del corpo civico protetto. Il transito attraverso la scomparsa Porta di Borgo San Pietro (il cui torresotto presidiava il confine settentrionale del quartiere) non era soltanto un passaggio militare, ma il cardine di una complessa dogana daziaria. Da qui convergevano i convogli di frumento, canapa, legnatico e derrate alimentari provenienti dai feudi rurali, incanalati verso i mercati centrali attraverso una strada che dovette rapidamente dotarsi di infrastrutture di accoglienza, stalle, botteghe di maniscalchi e fondaci.

        EVOLUZIONE DELL'ASSE DI VIA OBERDAN NEL TESSUTO URBANO

    [ Campagna Settentrionale / Pianura della Canapa ]
                         |
                         v
   ===================[ TORRESOTTO DI BORGO SAN PIETRO ]=================== (Mura del Mille)
                         |
                         +---> Area Artigianale delle Moline (Mulini e Concerie)
                         |
       [ VIA OBERDAN / BORGO SAN PIETRO ] <=======> [ Canale / Alveo dell'Aposa ]
                         |                           (Forza Motrice Ipogea)
                         +---> Casa-Torre dei Guidozagni (Fortificazione Nobiliare)
                         |
   ===================[ STRADA MAGGIORE / VIA EMILIA ]===================== (Nucleo Romano)

La toponomastica odierna, decretata nei primi decenni successivi all'Unità d'Italia per onorare il patriota Guglielmo Oberdan, ha sovrascritto una memoria vernacolare stratificata nei registri parrocchiali e catastali conservati presso l'Archivio di Stato e documentati dalle ricerche del Comune di Bologna. Gli antichi estimi medievali rivelano come questa strada non fosse un asse aristocratico primario come Strada Maggiore o Via Galliera, bensì un vitale corridoio interclassista in cui la nobiltà consolare di fazione guelfa o ghibellina conviveva spalla a spalla con la potente corporazione dei tavernieri, dei beccai e dei merciai.


2. Archeologia e Tipologia Edilizia: Il Caso Esemplare della Casa-Torre dei Guidozagni

All'incrocio tra Via Oberdan e il vicolo Guidozagni, l'occhio dell'osservatore viene calamitato da una possente mole laterizia: la Casa-Torre dei Guidozagni (risalente al pieno XIII secolo). Questa struttura rappresenta un unicum tipologico e documentario di primaria rilevanza per la storia dell'architettura medievale italiana, illustrando magistralmente la transizione tettonica tra la torre militare isolata e l'organismo residenziale fortificato.

       PROFILO SCHEMATICO DELLA CASA-TORRE DEI GUIDOZAGNI (SEC. XIII)

              +-------------------------------+
              |   CORTINA MURARIA SUPERIORE   | -> Laterizio a vista (Spessore decrescente)
              |   [Monofora Ogivale Bicolore] |
              +-------------------------------+
              |   ORDITURA DEI SOLAI LIGNEI   | -> Travature maestre in rovere
              |   o   o   o   o   o   o   o   | -> Buche pontaie per sporti aggettanti
              +-------------------------------+
              |   PIANO NOBILE RESIDENZIALE   |
              |   [Archivolto a Sesto Acuto]  | -> Ghiera con modanature fittili
              +-------------------------------+
              |   CONTRAFFORTE SCARPATATO     | -> Rinforzo strutturale antisismico
              |   CONCI D'ANGOLATA IN SELENITE| -> Basamento monolitico resistente
              +===============================+

Anatomia Costruttiva e Lessico Strutturale

  1. Il Basamento e i Conci d'Angolata: La torre poggia su un basamento consolidato con blocchi squadrati di selenite e arenaria locale, impiegati nei conci d'angolata per garantire la stabilità agli sforzi di taglio e assorbire le vibrazioni del terreno alluvionale.
  2. La Cortina Laterizia: La muratura a vista è realizzata in mattoni d'argilla locale cotti a regola d'arte, disposti secondo l'apparecchiatura a blocco ("a cortina gotica"), con giunti di malta di calce aerea e sabbia di fiume a spessore calibrato.
  3. Contrafforti di Rinforzo: Sul lato occidentale sono chiaramente leggibili i contrafforti di scarpa aggiunti tra il XIII e il XIV secolo per contrastare i dissesti di spinta laterale causati dal terreno reso instabile dalla vicinanza dell'acqua sotterranea.
  4. Le Buche Pontaie e gli Sporti: La facciata è costellata da allineamenti regolari di buche pontaie provviste di mensole d'appoggio in pietra. Queste cavità non servivano unicamente all'allestimento dei ponteggi durante l'edificazione, ma alloggiavano le travi maestre lignee (beccatelli) per sostenere camminamenti pensili e ballatoi coperti in legno, estendendo la superficie utile dell'abitato all'esterno del perimetro murario.
  5. Aperture e Archivolti: Le monofore ogivali del piano superiore presentano archivolti a sesto acuto a doppia ghiera, impreziositi da modanature fittili e da una raffinata bicromia ottenuta alternando conci di laterizio a inserti di calcare chiaro.

Come analizzato dall'enciclopedia Treccani, la casa-torre dei Guidozagni segna il passaggio dal modello difensivo della turris pura – priva di comodità abitative, con accesso unicamente tramite scale retrattili al primo piano – a quello ibrido della residenza palaziale turrita. Qui la famiglia consolare poteva esercitare al contempo il controllo visivo e militare sulla contrada, disporre di botteghe e magazzini al piano terreno affacciati sulla strada, e fruire di ampie sale riscaldate e illuminate ai piani nobili.


3. Idrografia Ipogea: Il Dialogo Sommerso con il Torrente Aposa

Uno degli aspetti più affascinanti e meno palesi di Via Oberdan è il suo inscindibile legame con l'idrografia urbana. Sotto la pavimentazione stradale scorre, silenzioso e pervasivo, l'antico alveo del Torrente Aposa (l'unico corso d'acqua naturale della città, citato già da Plinio e dalle cronache altomedievali).

                 SEZIONE STRATIGRAFICA DEL SOTTOSUOLO DI VIA OBERDAN

  Livello Stradale (Portici e Pavimentazione)
  ------------------[    Via Oberdan    ]-------------------
        |                                       |
        v Profondità: ~3.50 m                   v
  +--------------------------------------------------------+
  |  VOLTA MATTONATA IN LATERIZIO (Sec. XIV-XVI)          |
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  |                                                        |
  |  ~~~~~ ALVEO SOTTERRANEO DEL TORRENTE APOSA ~~~~~      | -> Canale di lavaggio e scarico
  |                                                        |
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  |  Pali di Fondazione in Quercia e Ghiaie Alluvionali    |
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Le Strutture Idrauliche e l'Attività Artigianale

Il tracciato di Via Oberdan corre longitudinalmente a brevissima distanza dall'Aposa, incrociandone i rami secondari mediante ponti medievali oggi interrati e inglobati nelle cantine dei palazzi gentilizi. Durante il Duecento e il Trecento, questo corso d'acqua non era una fognatura sigillata, bensì un'arteria vitale a cielo aperto, solcata da ponticelli in legno e laterizio.

Le botteghe artigiane insediate lungo la via sfruttavano l'energia e il flusso idrico per molteplici scopi produttivi: - Concerie e Calzolai: Il lavaggio e la concia delle pelli richiedevano un approvvigionamento idrico costante, garantito da condotti di deviazione (chiaviche) che immettevano l'acqua direttamente nei seminterrati degli isolati tra Via Oberdan e Via Albiroli. - Tintorie della Seta e della Lana: L'arte della seta bolognese, rinomata in tutta Europa, trovava nel quadrante settentrionale della città il proprio fulcro operativo. L'Aposa forniva l'acqua per il risciacquo dei filati tinti e per lo scarico dei reflui prima dell'allacciamento al grande Canale delle Moline. - Mulini da Grano Domestici: Tramite piccole ruote idrauliche ipogee alloggiate nei sottosuoli dei palazzi patrizi, l'energia del torrente veniva convertita in forza motrice per azionare macine e magli per metalli.

Nei sotterranei di alcuni civici storici di Via Oberdan sono ancora visibili le spallette murarie in mattoni dei ponti medievali che consentivano l'attraversamento pedonale dell'Aposa prima della sua definitiva copertura a volta, avvenuta per ragioni igienico-sanitarie ed espansive tra il XVI e il XIX secolo.


4. Stratificazione Porticata: Capitelli a Foglie d'Acqua e Metamorfosi Rinascimentale

Camminare lungo Via Oberdan offre una lezione visiva magistrale sulla storia dei celebri porticati bolognesi, inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO Porticoes. La via costituisce una vera e propria antologia a cielo aperto dell'evoluzione delle strutture a portico, dal legno del Duecento all'arenaria rinascimentale fino alle riplasmazioni neoclassiche.

       TIPOLOGIE A CONFRONTO: EVOLUZIONE DEL SUPPORTO PORTICATO

     [ FASE MEDIEVALE (Sec. XIII-XIV) ]     [ FASE RINASCIMENTALE (Sec. XV-XVI) ]

               /=========\                            /=========\
              |  Capitello|                          |  Capitello|
              |  a Foglie |                          |  Corinzio |
              |  d'Acqua  |                          | Composito |
               \=========/                            \=========/
                   | |                                    | |
                   | | Fusto Poligonale                   | | Fusto Cilindrico
                   | | Ottagonale in                      | | Monolitico in
                   | | Arenaria Macigno                   | | Arenaria di Macigno
                   | |                                    | |
              +-----------+                          +-----------+
              | Basamento |                          | Toro e    |
              | a Dado    |                          | Plinto    |
              +-----------+                          +-----------+

Il Registro Tardo-Medievale (Secoli XIII–XIV)

Nel tratto intermedio della via, le campate dei portici poggiano su pilastri a fusto poligonale (solitamente ottagonale) in arenaria di Montovolo. Il coronamento di questi fusti è dominato dal classico capitello a foglie d'acqua: una forma scultorea derivata dal gotico cistercense, caratterizzata da foglie larghe, piatte e incurvate all'apice verso l'esterno, prive di venature complesse ma dotate di una volumetria geometrica potente e plastica.

L'orditura dei solai soprastanti rivela un impianto ligneo arcaico: travi maestre squadrate con ascia, sostenute da mensole intagliate a gola o a beccatello, su cui poggiano travetti trasversali e pianelle fittili decorate con motivi geometrici o fitoformi a stampo (formelle in terracotta).

La Riplasmazione Umanistica e Moderna (Secoli XV–XVIII)

Avanzando verso nord, il tessuto medievale si ibrida con gli interventi promossi dal ceto senatorio bolognese in epoca bentivogliesca e rinascimentale. I pilastri ottagonali cedono il passo a colonne cilindriche monolitiche con capitelli compositi e archi a tutto sesto intradossati. Le facciate superiori vedono la sostituzione delle strette monofore medievali con finestre rettangolari architravate, incorniciate da eleganti modanature fittili a rilievo arricchite da festoni vegetali e teste di cherubino.


5. Il Percorso Passo a Passo: Guida Prospettica per il Viaggiatore

Per vivere appieno l'esperienza urbana di Via Oberdan, si propone un itinerario pedonale cronologico e spaziale che muove da sud verso nord, dal cuore della città verso l'antico confine murario.

               ITINERARIO PEDONALE PROSPETTICO DI VIA OBERDAN

 [Piazza di Porta Ravegnana] -> Via San Vitale -> (Inizio Percorso)
                                                       |
 [1. Punto di Partenza: Cantone dei Fabbri / Via Rizzoli]
   - Vista dell'imbocco monumentale
   - Scorcio prospettico verso l'abside di San Martino
                                                       |
 [2. Sosta Architettonica: Angolo Vicolo Guidozagni]
   - Casa-Torre dei Guidozagni (Civico storico)
   - Studio dei contrafforti e delle monofore ogivali
                                                       |
 [3. Cuore Ipogeo: Intersezione con Via Albiroli / San Nicolò]
   - I ponti sepolti dell'Aposa nelle cantine
   - I portici con capitelli a foglie d'acqua
                                                       |
 [4. Sbocco Scenografico: Piazza San Martino e Carmine]
   - Chiesa dei Padri Carmelitani (Sec. XIV-XVIII)
   - Chiostri rinascimentali e transito mercantile
                                                       |
 [5. Conclusione del Tracciato: Incrocio con Via delle Moline]
   - Vista sull'archeologia industriale della seta
   - Antico Torresotto di Borgo San Pietro

Tappa 1: L'Innesco Meridionale (Cantone dei Fabbri / Via Rizzoli)

  • Localizzazione: Ingresso di Via Oberdan da Via Rizzoli.
  • Cosa osservare: Posizionatevi all'imbocco della strada voltando le spalle a Piazza Maggiore. Noterete come la carreggiata si restringa subito a misura d'uomo, imponendo un cambio di passo. Sulla sinistra, le prime campate presentano volte a crociera ottocentesche che mascherano nuclei murari assai più antichi.
  • Dettaglio da cercare: Sulle prime colonne di sinistra sono visibili i segni lasciati dai cerchi di ferro a cui venivano legati i cavalli e i muli dei mercanti rurali in sosta prima di accedere al mercato delle erbe.

Tappa 2: L'Avamposto dei Guidozagni (Incrocio Vicolo Guidozagni)

  • Localizzazione: Via Oberdan, angolo Vicolo Guidozagni.
  • Cosa fare: Attraversate la carreggiata per posizionarvi sul lato opposto del marciapiede. Solo da questa distanza angolare è possibile apprezzare lo slancio verticale residuo della Casa-Torre dei Guidozagni, originariamente alta oltre trenta metri e successivamente scapitozzata per motivi di sicurezza e stabilità strutturale.
  • Curiosità storica: I Guidozagni, fieri esponenti della fazione guelfa, furono protagonisti di scontri sanguinosi contro le famiglie rivali ghibelline. Dalle feritoie e dagli sporti in legno della torre venivano scagliati dardi di balestra e pece fusa per impedire l'accesso al vicolo retrostante.

Tappa 3: I Portici della Devozione e dell'Artigianato (Tratto Centrale)

  • Localizzazione: Civici 14–26.
  • Cosa osservare: Alzando lo sguardo verso l'intradosso delle arcate, si notano resti frammentari di affreschi votivi trecenteschi e quattrocenteschi raffiguranti madonne con bambino e santi protettori delle corporazioni (tra cui Sant'Antonio Abate e San Crispino).
  • Dettaglio architettonico: Osservate le basi delle colonne in arenaria: molte presentano cavità emisferiche scavate dall'uso continuo e dallo sfregamento dei carretti mercantili nei secoli in cui il portico era spazio condiviso tra bottega e passaggio pubblico.

Tappa 4: Lo Sbocco su Piazza San Martino e la Chiesa dei Carmelitani

  • Localizzazione: Slargo di San Martino, all'incrocio con Via Marsala.
  • Cosa fare: Concedetevi una sosta nello spazio aperto della piazza. Entrate nella Basilica di San Martino Maggiore, fondata nel 1217 e affidata ai Padri Carmelitani. All'interno si custodiscono capolavori di Girolamo da Carpi, Francesco Francia e Lorenzo Costa, oltre a un coro ligneo rinascimentale di rara finezza.
  • Dettaglio nascosto: Nel chiostro adiacente (accessibile dal portale laterale) si respira la quiete conventuale che per secoli ha fatto da contrappunto al frastuono mercantile della via.

6. Portici, Facciate e Dettagli Nascosti: Lo Sguardo dell'Osservatore

Per il visitatore colto, Via Oberdan è un rebus archeologico in cui ogni elemento decorativo risponde a una funzione statica o a un preciso codice simbolico.

       MAPPA VISIVA DEI DETTAGLI ARCHITETTONICI DI FACCIATA

  [Fregio di Gronda] ----> Formelle in terracotta a stampo (motivi floreali)
           |
  [Piano Nobile]    ----> Mostre di finestre in arenaria con stemmi nobiliari
           |
  [Fascia Marcapiano] --> Modanatura a dente di sega in cotto bicolore
           |
  [Sporti Lignei]   ----> Travi sagomate con beccatelli intagliati a voluta
           |
  [Portico Terreno] ----> Capitello a foglie d'acqua su colonna ottagonale

Le Formelle Fittili e le Modanature a Dente di Sega

Lungo le facciate dei palazzetti ai civici 18 e 22, sotto la linea dei davanzali, corre una fascia marcapiano decorata con mattoni posati a "dente di sega" (o a spina di pesce aperta). Questa tecnica, tipica dell'architettura padana del Trecento, creava una linea d'ombra continua che interrompeva la monotonia della cortina muraria, fungendo al contempo da gocciolatoio protettivo per gli intonaci sottostanti.

I Chiostri e i Cortili Interni Segreti

Dietro i portoni monumentali in legno massello chiodato si aprono cortili interni inaspettati, originariamente progettati come aree di scarico merci e stallaggio. Varcando – quando aperti – i portoni dei civici signorili, si scoprono pozzi artesiani medievali in cotto che attingevano alla falda alimentata dall'Aposa, scaloni barocchi ornati da statue in arenaria e loggiati a doppio ordine di colonne che dilatano lo spazio retrostante.


7. Dove Fermarsi: Sapori Autentici e Botteghe Storiche

Lontano dalle rotte della ristorazione seriale, il comparto di Via Oberdan e delle sue immediate traverse conserva presidi enogastronomici e artigianali di primissimo ordine, gestiti da famiglie che tramandano mestieri e ricette da generazioni.

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|               SOSTE SELEZIONATE LUNGO L'ASSE DI VIA OBERDAN                        |
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| 1. Drogheria della Pioggia (Angolo Via Galliera / Via della Pioggia)               |
|    - Tipologia: Drogheria e spezieria storica (Origine Sec. XIX)                   |
|    - Perché fermarsi: Canditi artigianali, spezie rare per il certosino bolognese, |
|      scaffalature originarie in noce e vasi da farmacia in vetro soffiato.         |
|                                                                                    |
| 2. Trattoria Dal Biassanot (Via Piella / Adiacenze Oberdan)                         |
|    - Tipologia: Cucina tradizionale bolognese d'eccellenza                         |
|    - Specialità: Balanzoni al burro e salvia, friggione della tradizione, cotoletta |
|      alla petroniana con brodo di cappone e scaglie di tartufo.                    |
|                                                                                    |
| 3. Laboratorio Artigiano di Rilegatura e Restauro Carta (Vicolo Albiroli)          |
|    - Tipologia: Bottega manuale di legatoria e marmorizzazione                     |
|    - Cosa trovare: Carte decorate a mano con motivi rinascimentali e taccuini      |
|      cuciti a filo secondo le tecniche dei copisti universitari bolognesi.         |
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8. Consigli Pratici per il Visitatore

  • Il Momento Ideale: Il momento migliore per percorrere Via Oberdan con l'occhio dell'architetto è la prima mattina (tra le 07:30 e le 09:00), quando la luce radente dell'alba penetra lateralmente sotto le arcate dei portici orientali, mettendo in risalto la matericità del mattone e la tridimensionalità dei capitelli a foglie d'acqua prima che il traffico pedonale diventi intenso.
  • Fotografia e Ottica: Per immortalare i dettagli architettonici delle cortine superiori e della Casa-Torre dei Guidozagni è consigliabile portare un obiettivo a focale fissa luminosa (35mm o 50mm) o un medio teleobiettivo per isolare i beccatelli e le modanature fittili in quota.
  • Come Arrivare e Riferimenti: Dalla Stazione di Bologna Centrale, la via si raggiunge a piedi in circa 12 minuti percorrendo Via dell'Indipendenza e svoltando a sinistra in Via Rizzoli o Via Marsala. Per approfondire il patrimonio turistico e culturale della città, consultate la guida ufficiale di Bologna Welcome.
  • Tempo di Visita Consigliato: Dedicate almeno due ore piene a questo percorso, consentendovi deviazioni lente negli androni aperti, una sosta all'interno della Basilica di San Martino e una perlustrazione attenta dei vicoli laterali.

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|                    RIQUADRO CONCLUSIVO — NON PERDERE QUESTO                        |
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| C’è un minuscolo segreto che quasi tutti i passanti ignorano camminando lungo      |
| Via Oberdan: posizionatevi all'altezza del civico 16, esattamente sopra l'antico    |
| asse di scorrimento del torrente Aposa. Fermatevi per un minuto in silenzio        |
| accanto al chiusino metallico decorato incassato nel basolato: nelle giornate di   |
| pioggia o nei mesi di piena primaverile, accostando l'orecchio potrete udire       |
| chiaramente il fragore sordo e continuo dell'acqua che corre nelle volte sotterranee.|
| È il battito cardiaco invisibile di una Bologna medievale mai scomparsa, che       |
| continua a scorrere instancabile sotto i vostri piedi.                             |
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Bibliografia Essenziale e Fonti Documentarie

  1. Fassida, R., Le Torri e le Case-Torri di Bologna nel Basso Medioevo, Edizioni Minerva, Bologna.
  2. Roversi, G., Le Mura perdute: storia e archeologia delle cerchie fortificate bolognesi, Grafis Edizioni.
  3. Fanti, M., Le vie di Bologna: saggio di toponomastica storica, Istituto per la Storia di Bologna.
  4. Bocchi, F., Atlante Storico di Bologna, Cassa di Risparmio in Bologna.
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