Campus Navile Di Bologna: L'Ingegneria Dei Laboratori Scientifici Tra Standard nZEB, Climatizzazione Ad Alto Contenimento E Ricerca Chimico-Farmaceutica
BOLOGNA — Dove per oltre un secolo hanno fumato i forni Hoffmann della Fornace Galotti, cuocendo l'argilla estratta dalle golene del Canale Navile, oggi pulsano scambiatori a fluido intermedio, cappe chimiche a portata d'aria variabile e sensori differenziali di pressione nanometrici. Il Distretto Navile dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, inaugurato nella sua configurazione estesa e progressivamente integrato nel tessuto urbano e accademico regionale, non rappresenta soltanto un'imponente operazione di rigenerazione urbana da oltre 68.000 metri quadrati distribuiti su otto ettari di superficie. Esso costituisce uno dei più sofisticati banchi di prova dell'ingegneria bioclimatica e impiantistica europea, dove le sfide apparentemente inconciliabili dell'altissimo contenimento biologico-chimico e della decarbonizzazione architettonica nZEB (Nearly Zero Energy Buildings) trovano una sintesi organica.
La genesi dell'intervento affonda le proprie radici in una gestazione urbanistica trentennale, concepita per decongestionare l'antico tessuto intra-murario della città universitaria di via Zamboni e via San Giacomo. Trasferire e unificare le eccellenze scientifiche della chimica dura, della sintesi farmaceutica e dell'astrofisica ha richiesto la reinvenzione di un intero settore del quartiere Navile, cerniera nevralgica tra la storica Bolognina operaia e il quadrante produttivo nord. Oggi il campus ospita le strutture didattiche e di ricerca avanzata del Dipartimento di Chimica Industriale "Toso Montanari", del Dipartimento di Chimica "Giacomo Ciamician", del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie (FaBiT), della Sezione di Astronomia del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi", nonché le sedi di vertice dell'Istituto Nazionale di Astrofisica - OAS Bologna e il quartier generale internazionale del Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO).
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| DISTRETTO SCIENTIFICO NAVILE |
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| [ Fornace Galotti ] ---> Cuore Storico / Biblioteca / Socialità Accademica |
| [ 5 Blocchi Laboratori ] ---> FaBiT / Chimica Ciamician / Chimica Industriale |
| [ Polo Astrofisico ] ---> DIFA Astronomia / INAF-OAS / CTAO Headquarters |
| [ Centrale Poliservizi ] ---> Geotermia Falda / Recupero Termico / BACS |
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v Connessione ad altissima velocità
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| DATA VALLEY HUB: Tecnopolo Manifattura Tabacchi (Leonardo & ECMWF) + CNR Gobetti |
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1. Genesi Urbanistica: Dalla Manifattura Idraulica alla Fabbrica della Conoscenza
La scelta dell'area ex Fornace Galotti, accessibile da via Piero Gobetti e via della Beverara, non è priva di valore simbolico. Fin dal Medioevo e lungo tutto il Rinascimento, il Canale Navile ha costituito la vera arteria tecnologica di Bologna: un corridoio d'acqua che forniva energia motrice ai celebri mulini da seta — all'epoca la tecnologia industriale più avanzata d'Europa — e collegava la città fluviale al Po e al mare Adriatico. Nel XIX secolo, la transizione verso l'industria laterizia e manifatturiera trasformò questo borgo in un polo produttivo fondamentale, testimoniato dalle imponenti strutture della fornace e dall'attiguo Museo del Patrimonio Industriale.
La rigenerazione coordinata tra l'Ateneo felsineo e il Comune di Bologna - Piano Urbanistico Generale ha inteso sanare una frattura territoriale derivata dalla dismissione industriale di fine Novecento. Il progetto planivolumetrico si articola in cinque edifici multipiano a prevalente destinazione laboratoriale e direzionale, affiancati da tre corpi polifunzionali e dalla rifunzionalizzazione filologica della Fornace Galotti. L'archeologia industriale in laterizio a vista è stata preservata e convertita in spazio di aggregazione collettiva: sale studio luminose al piano terra e la caffetteria di distretto al primo livello, ristabilendo un continuum visivo e materico tra la memoria del lavoro manifatturiero e la nuova comunità accademica composta a regime da oltre 3.700 studenti e 500 tra docenti, ricercatori e personale tecnico.
2. Ingegneria Aeraulica e Biosicurezza: Il Trattamento Dinamico di 200.000 m³/h d'Aria
Se l'architettura esteriore dialoga con la morfologia del paesaggio fluviale e urbano, il cuore pulsante del Campus Navile risiede nel labirinto di vettori energetici e canalizzazioni aerauliche che si sviluppano nei solai tecnici e nelle dorsali impiantistiche. L'insediamento di oltre 215 laboratori di ricerca avanzata e 9 grandi laboratori didattici per la chimica organica, inorganica, analitica e farmaceutica ha imposto vincoli di sicurezza primaria senza precedenti.
SCHEMA DEL SISTEMA AERAULICO VAV
[ Aria Esterna ] ---> [ Batteria Run-Around 1 ] ---> [ Filtrazione F7/F9/H14 ] ---> [ Laboratorio Chimico ]
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(Pressione Negativa -25Pa)
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[ Espulsione Sicura ] <--- [ Filtro Carboni Attivi ] <--- [ Batteria Run-Around 2 ] <--- [ Cappe VAV ]
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+--- [ Circuito Glicolato ]+
(Recupero Termico 100%
Senza Contaminazione)
Il punto critico nella progettazione di poli chimico-farmaceutici risiede nella necessità di garantire portate d'aria di rinnovo costanti ed elevatissime per contrastare le esalazioni di composti organici volatili (VOC), acidi, basi e solventi infiammabili. Gli impianti del Navile movimentano complessivamente circa 196.000 metri cubi d'aria all'ora, una massa fluida che in un impianto tradizionale comporterebbe una voragine in termini di consumo primario di gas naturale o energia elettrica per il condizionamento estivo e invernale.
La gestione delle cappe aspiranti a Volume d'Aria Variabile (VAV)
Il sistema supera l'obsoleto paradigma a portata costante (CAV) implementando valvole a farfalla elettro-attuate a risposta rapida (inferiore a un secondo), interfacciate direttamente con i sensori di posizione verticale e orizzontale delle ante a ghigliottina delle cappe chimiche conformi alla norma UNI EN 14175. * Quando l'operatore solleva lo schermo frontale per allestire una reazione, il sistema incrementa istantaneamente la portata di estrazione per mantenere la velocità frontale di cattura rigorosamente entro i limiti di sicurezza ($0{,}4 - 0{,}5\text{ m/s}$). * Al rilascio e alla chiusura dello schermo, la portata collassa al valore minimo di lavaggio ambientale, riducendo la volumetria d'aria trattata fino al 70%. * Sistemi di fotocellule a infrarossi rilevano l'assenza dell'operatore davanti alla cappa, inviando comandi di chiusura automatica motorizzata della ghigliottina dopo un tempo prefissato.
Cascate di pressione differenziale controllata
Per impedire la diffusione incontrollata di vapori nocivi o agenti patogeni dai laboratori verso i disimpegni, i blocchi scale e le aule didattiche, l'ingegneria del Navile impiega una rigorosa gerarchia barica: 1. Corridoi e Atri Pubblici: Mantenuti a pressione neutra o leggermente positiva ($+0\text{ Pa} \div +5\text{ Pa}$). 2. Laboratori Chimici e Biotecnologici (BSL-2 / BSL-3): Mantenuti in costante depressione differenziale (tra $-15\text{ Pa}$ e $-30\text{ Pa}$) rispetto alle vie di circolazione orizzontale. La regolazione avviene mediante loop di controllo PID (Proporzionale-Integrale-Derivativo) che agiscono istante per istante sul differenziale tra la portata di mandata d'aria primaria e la somma delle estrazioni locali delle cappe. 3. Cleanroom e Laboratori di Metrologia/Ottica di Precisione (DIFA/INAF): Funzionano a pressione positiva ($+20\text{ Pa} \div +45\text{ Pa}$) con filtrazione assoluta HEPA per preservare la purezza dell'aria e prevenire l'infiltrazione di polveri sub-micrometriche che danneggerebbero reticoli di diffrazione e sensori criogenici.
Recupero termico a circuito chiuso ("Run-Around Coil")
Il recupero di energia su portate d'aria esausta contaminate da composti chimici impedisce l'adozione di scambiatori a piastre con possibilità di trafilamento o di ruote entalpiche porose, le quali causerebbero una pericolosa contaminazione incrociata (cross-contamination) tra il flusso espulso e l'aria pura di rinnovo. La soluzione ingegneristica implementata al Navile si basa sul sistema a batterie di scambio termico accoppiate a circuito chiuso con fluido intermedio (run-around coil system). Una batteria alettata posta sul canale di espulsione estrae calore (in inverno) o cede calore (in estate) a una miscela di acqua e glicole propilenico vettore; quest'ultima viene pompata a circuito idraulico sigillato verso una seconda batteria posta sulla presa d'aria esterna. L'efficienza stagionale di recupero supera il 65-70%, azzerando matematicamente ogni possibile trafilamento molecolare tra i due fluidi aeriformi.
3. Idrotermia e nZEB: La Centrale Termofrigorifera Polivalente
Il fabbisogno termico e frigorifero del complesso è governato da una centrale tecnologica poliservizi basata sulla valorizzazione della risorsa idrica di falda, integrata con un involucro architettonico ad altissime prestazioni.
TERMODINAMICA DELLA CENTRALE POLIVALENTE
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| ACQUIFERO SUPERFICIALE NAVILE |
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Prelievo Falda | | Re-immissione Invariata
(14°C Costanti) v | (Circuito Chiuso)
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| POMPE DI CALORE POLIVALENTI |
| 4 TUBI (WSHP Open-Loop) |
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Fluido Caldo | | Fluido Refrigerato
(45°C - 50°C) | | (7°C - 12°C)
v v
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| EDIFICI LABORATORI & AULE NZEB |
| - Riscaldamento Radiante |
| - Deumidificazione & Fan-Coils |
| - Raffreddamento Strumenti Laser |
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Pompe di calore ad acqua di falda in anello aperto (Open-Loop WSHP)
Sfruttando la soggiacenza dell'acquifero alluvionale del bacino bolognese, caratterizzato da una temperatura della falda pressoché costante lungo tutto l'arco dell'anno ($13{,}5^\circ\text{C} \div 15^\circ\text{C}$), la centrale impiega unità termofrigorifere polivalenti condensate ad acqua ad altissima efficienza. * Funzionamento Invernale: La falda funge da sorgente calda a temperatura molto più favorevole rispetto all'aria esterna invernale (che può scendere a $0^\circ\text{C}$ o meno), garantendo coefficienti di prestazione utile (COP) stabilmente superiori a $5{,}2$. * Funzionamento Estivo: L'acqua di falda opera come pozzo termico freddo per la condensazione, mantenendo l'indice di efficienza frigorifera (EER) sopra $6{,}0$. * Produzione Simultanea a Quattro Tubi: Nei laboratori scientifici il carico termico e quello frigorifero coesistono durante tutto l'anno: mentre gli ambienti didattici richiedono riscaldamento, le sale server, i microscopi elettronici e gli spettrometri NMR necessitano di raffreddamento continuo. Le unità polivalenti operano in regime di condensazione/evaporazione simultanea, trasferendo direttamente l'energia termica sottratta alle apparecchiature al circuito di riscaldamento degli ambienti. In questo assetto, l'indice di efficienza combinata (TER - Total Efficiency Ratio) supera agevolmente valori di $7{,}8 \div 8{,}2$, eliminando il ricorso a combustibili fossili in loco.
Involucro bioclimatico e schermature solari dinamiche
Gli edifici multipiano presentano una composizione stratigrafica concepita per azzerare i ponti termici e massimizzare lo sfasamento dell'onda termica estiva: * Facciate ventilate continue: Rivestimenti esterni in lastre ceramiche di gres porcellanato ad alto indice di riflettanza solare (SRI) montate su sottostrutture in alluminio con intercapedine d'aria aerata e isolamento continuo in lana minerale idrorepellente ad alta densità (spessore $> 16\text{ cm}$, trasmittanza termica di parete $U \le 0{,}18\text{ W/m}^2\text{K}$). * Serramenti a taglio termico strutturale: Vetrate triple a controllo solare selettivo con riempimento di gas Argon, basso emissive (low-E), con valore $U_g \le 0{,}6\text{ W/m}^2\text{K}$ e fattore solare $g$ calibrato a $0{,}32$. * Brise-soleil dinamici e orientabili: Lamelle frangisole in alluminio estruso governate dal sistema domotico centrale BACS (Building Automation and Control System) che inseguono la traiettoria solare eliodonica, schermando l'irraggiamento diretto nei mesi estivi per prevenire il surriscaldamento radiativo e lasciando penetrare la luce naturale diffusa (Daylight Factor medio $> 2{,}5\%$).
4. Il Quadrante Scientifico Nord: Dalle Stelle INAF alla Data Valley del Tecnopolo
Il valore del Campus Navile travalica la pura eccellenza ingegneristica per assumere una valenza geopolitica e scientifica nel quadro della Regione Emilia-Romagna - Tecnopolo e Data Valley. Il polo si colloca al vertice di un triangolo strategico della ricerca che include, a poche centinaia di metri di distanza: 1. L'Area Territoriale di Ricerca del CNR di Bologna di via Gobetti 101, polo d'eccellenza per lo studio dei materiali nanostrutturati (ISOF, ISMN, IMM) e delle scienze marine e atmosferiche. 2. L'Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio (INAF-OAS) e il quartier generale del Cherenkov Telescope Array (CTAO), dove scienziati internazionali elaborano i dati dell'astrofisica dei raggi gamma di altissima energia e coordinano array di telescopi distribuiti tra le isole Canarie e il deserto di Atacama in Cile. 3. Il Tecnopolo di Bologna nell'ex Manifattura Tabacchi progettata da Pier Luigi Nervi, sede del Centro Meteo Europeo (ECMWF) e del supercomputer di classe pre-exascale Leonardo gestito dal consorzio interuniversitario CINECA.
LA DATA VALLEY METROPOLITANA
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| TECNOPOLO BOLOGNA |
| - Supercomputer Leonardo (CINECA) |
| - Data Center Meteo ECMWF |
| - AI & Quantum Computing Hub |
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| Fibra Ottica Dedicata (Tbps)
v
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| DISTRETTO SCIENTIFICO NAVILE |
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| [ FaBiT & Ciamician ] [ DIFA & INAF-OAS ] |
| - Drug Discovery Computazionale - Astrofisica delle Alte Energie |
| - Genomica e Biologia Molecolare - Pipeline Dati CTAO Telescopes |
| - Chimica Verde & Materiali - Cosmologia Computazionale |
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| Trasferimento Tecnologico
v
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| AREA DELLA RICERCA CNR BOLOGNA |
| - Nanotecnologie & Materiali |
| - Scienze Atmosferiche |
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Questo ecosistema a elevata densità crea una continuità operativa tra la modellazione teorica, la sperimentazione laboratoriale e la potenza di calcolo ad alte prestazioni (HPC). I chimici computazionali e i biotecnologi del FaBiT e del Dipartimento Toso Montanari sfruttano le architetture a nodi GPU del supercomputer Leonardo per simulazioni di molecular dynamics, calcoli di chimica quantistica ab initio per catalizzatori industriali sostenibili e screening virtuale di molecole farmaceutiche a bersaglio oncologico, validando i composti nei laboratori del Navile in una catena a ciclo cortissimo.
Come evidenziato dalle cronache dell'ANSA Emilia-Romagna, la convergenza di competenze eterogenee su questa piattaforma ha generato oltre cinquanta brevetti industriali nei soli settori della catalisi enzimatica, delle batterie di nuova generazione al litio-zolfo e delle nanotecnologie per la veicolazione mirata dei farmaci.
5. Voci della Comunità, Connessioni Ciclabili e Rigenerazione Urbana
L'inserimento di un polo ad alta intensità scientifica in un quartiere storicamente residenziale e popolare ha sollecitato un profondo dibattito tra amministrazione, comunità accademica e residenti.
«Il Campus Navile non è stato progettato come un'isola recintata, ma come un pezzo di città poroso che restituisce alla cittadinanza verde, percorsi storici e servizi», ha dichiarato l'Assessore all'Urbanistica del Comune di Bologna durante le assemblee pubbliche per il monitoraggio del Piano Urbanistico Generale. «L'apertura dei varchi lungo il Canale Navile, la pista ciclabile dedicata che connette direttamente la Stazione Centrale con l'Area della Ricerca e la riqualificazione dell'area verde intitolata a Parco Maria Bortolotti testimoniano come la grande scienza possa rigenerare la qualità urbana quotidiana».
Docenti e ricercatori sottolineano il salto qualitativo garantito dalle nuove infrastrutture rispetto alle storiche ma vincolate sedi del centro storico:
«Lavorare in ambienti dotati di controllo costante di microclima, filtrazione di grado assoluto e sistemi di sicurezza aeraulica automatizzati ha mutato radicalmente l'orizzonte della nostra ricerca», spiega un professore ordinario del Dipartimento FaBiT. «Prima eravamo limitati dai vincoli strutturali di palazzi monumentali del Settecento; oggi possiamo allestire sintesi biologiche complesse e spettrometrie di massa ad altissima sensibilità con la certezza di una stabilità termoigrometrica assoluta e di una totale protezione per gli operatori e per l'ambiente esterno».
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| INFRASTRUTTURE DI CONNETTIVITÀ E SOSTENIBILITÀ |
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| - Linea Ciclabile Navile: Connessione continua Stazione AV <-> Campus (12 min) |
| - Trasporto Pubblico Locale: Linea 30 dedicata ad alta frequenza |
| - Corridoio Verde: Parco Maria Bortolotti e riforestazione ripariale |
| - Ricarica Veicoli Elettrici: Stazioni alimentate da fotovoltaico di copertura |
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6. Quadro Tecnico-Analitico: Metriche Prestazionali del Campus
Per quantificare la magnitudo dell'intervento edilizio e impiantistico, la tabella seguente sintetizza le principali metriche di progetto e i parametri termodinamici consolidati:
| Parametro Ingegneristico / Architettonico | Valore di Progetto / Metrica Rilevata | Standard Tecnico o Riferimento Normativo |
|---|---|---|
| Superficie Totale Intervento | 68.000 m² (su 8 ettari di distretto) | Piano Particolareggiato Navile |
| Unità Edilizie Principali | 5 edifici multipiano + 3 polifunzionali + Fornace | Recupero Archeologia Industriale |
| Laboratori di Ricerca Attivi | 215 laboratori di ricerca + 9 didattici | Biosicurezza BSL-1, BSL-2, BSL-3 |
| Capacità Utenti a Regime | 3.700 studenti, 500 docenti e tecnici | Classificazione Edilizia Universitaria |
| Portata d'Aria Trattata Totale | $\approx 196.000\text{ m}^3/\text{h}$ | Sistemi VAV con modulazione PID |
| Pressione Differenziale Laboratori | $-15\text{ Pa} \div -30\text{ Pa}$ (Negativa di Contenimento) | ISO 14644 / EN 12128 |
| Velocità Frontale Cappe Chimiche | $0{,}40 \div 0{,}50\text{ m/s}$ (Costante su VAV) | UNI EN 14175-1..6 |
| Recupero Termico Aria Esausta | $> 68\%$ reale (Scambiatori Run-Around) | EN 308 (Zero Cross-Contamination) |
| Sorgente Termofrigorifera | Geotermia Idrotermica Falda (Open-Loop) | Pozzi di resa e reiniezione aperti |
| Efficienza Pompe di Calore (COP / EER) | $\text{COP} \ge 5{,}2$ / $\text{EER} \ge 6{,}1$ / $\text{TER} \ge 7{,}8$ | UNI EN 14825 |
| Trasmittanza Involucro Opaco ($U$) | $0{,}16 \div 0{,}18\text{ W/m}^2\text{K}$ (Facciata Ventilata) | Standard nZEB / D.M. Requisiti Minimi |
| Trasmittanza Vetrate Strutturali ($U_g$) | $0{,}60\text{ W/m}^2\text{K}$ (Triplo Vetro Basso-Emissivo con Ar) | EN 673 |
| Filtrazione Aeraulica Finale | G4 + F7/F9 + HEPA H14 + Filtri Carboni Attivi | EN 779 / EN 1822 |
| Produzione Rinnovabile Solare | Impianto Fotovoltaico Integrato in Copertura | Direttiva EPBD (UE 2024/1275) |
7. Analisi di Prospettiva e Visione Futura: Bologna 2030
La traiettoria evolutiva del Campus Navile si inserisce organicamente nell'obiettivo di neutralità climatica fissato dalla missione europea "100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030", di cui Bologna fa parte come capofila per l'Italia.
Nei prossimi anni, il distretto vedrà la progressiva implementazione di reti intelligenti di distribuzione termica (smart thermal grid di quinta generazione a temperatura neutra bidirezionale) in grado di scambiare cascame termico non solo tra i dipartimenti scientifici, ma con le nuove residenze universitarie e con il tessuto residenziale limitrofo della Beverara. Sul piano della ricerca avanzata, l'integrazione di laboratori "self-driving" — guidati da algoritmi di intelligenza artificiale addestrati al Tecnopolo per sintetizzare e testare automaticamente nuove molecole per la cattura della $\text{CO}_2$ e la fotosintesi artificiale — consolida il Navile non solo come centro di conservazione del sapere, ma come motore primario di sviluppo economico e tecnologico per l'intera nazione.
La rigenerazione di questo comparto dimostra che la sfida della transizione ecologica non si vince con soluzioni superficiali, bensì attraverso un'ingegneria integrata che rispetta l'identità idraulica e storica del luogo, spingendo al contempo le frontiere della biosicurezza e dell'efficienza termodinamica verso gli standard più elevati della scienza globale.
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| TAKEAWAY BOX: SINTESI DELLA NOTIZIA |
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| 1. POLO SCIENTIFICO INTEGRATO: Il Distretto Navile accorpa Chimica Industriale, |
| Chimica Ciamician, FaBiT e DIFA/INAF Astronomia su 68.000 m² riqualificati, |
| recuperando lo storico volume industriale dell'ex Fornace Galotti. |
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| 2. INGEGNERIA AD ALTISSIMA DENSITÀ: Con oltre 215 laboratori di ricerca, la |
| struttura gestisce circa 196.000 m³/h di aria tramite cappe VAV ad anello |
| chiuso ("run-around coil"), garantendo sicurezza chimica e zero trafilamento. |
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| 3. IDROTERMIA ED ENERGIA NZEB: L'adozione di pompe di calore polivalenti ad |
| acqua di falda a 4 tubi assicura TER > 7.8, coprendo simultaneamente i carichi |
| caldi e freddi e azzerando le emissioni dirette da combustione fossile. |
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| 4. NODO STRATEGICO DATA VALLEY: Il campus dialoga direttamente con il supercalcolo |
| di Leonardo (Tecnopolo) e con il CNR, accelerando la drug discovery, la |
| chimica verde e la gestione dei big data astrofisici del CTAO. |
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