Villa Griffone Di Pontecchio Marconi: L'Ingegneria Delle Telecomunicazioni Tra Il Trasmettitore a Scintilla, L'Antenna Monopolare E La Nascita Del Wireless
Nel cuore della campagna bolognese, là dove i primi rilievi dell'Appennino tosco-emiliano si affacciano sulla valle del fiume Reno, sorge Villa Griffone a Pontecchio Marconi. È qui che, nella primavera e nell'estate del 1895, un giovane autodidatta di appena ventun anni, Guglielmo Marconi, compì il salto concettuale e tecnologico più fecondo della modernità: trasformare le oscillazioni elettromagnetiche, fino ad allora confinate a curiosità da laboratorio accademico, nel primo sistema organico, ingegnerizzato e scalabile di trasmissione radiotelegrafica a distanza.
Oggi quel sito non è soltanto un santuario della memoria custodito dalla Fondazione Guglielmo Marconi e dal prestigioso Museo Marconi, ma rappresenta il baricentro simbolico e operativo di una rinnovata alleanza tra ricerca scientifica avanzata, patrimonio storico e vocazione iper-tecnologica della Città Metropolitana di Bologna. Attraverso una sinergia che unisce l'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, il Tecnopolo cittadino e le istituzioni locali, la lezione marconiana continua a interrogare e guidare l'evoluzione delle telecomunicazioni globali, tracciando una linea ininterrotta che dal primitivo spinterometro a scintilla conduce direttamente alle architetture d'antenna distribuita delle future reti cellulari 6G e alle trasmissioni quantistiche satellitari.
1. Il Contesto Storico e Scientifico del 1895: Dalla Teoria Elettromagnetica all'Ingegneria di Sistema
Per comprendere la portata rivoluzionaria di quanto avvenuto a Villa Griffone, è indispensabile ricostruire il panorama scientifico dell'ultimo scorcio del XIX secolo. Nel 1865 James Clerk Maxwell aveva pubblicato la sua monumentale formulazione teorica (A Dynamical Theory of the Electromagnetic Field), condensando le leggi sperimentali di Gauss, Faraday e Ampère in un set unificato di equazioni differenziali. Maxwell dimostrò matematicamente che i campi elettrici e magnetici variabili si propagano nello spazio sotto forma di onde trasversali alla velocità della luce $c = 1/\sqrt{\mu_0 \varepsilon_0}$, ipotizzando che la luce stessa non fosse che una specifica manifestazione dello spettro elettromagnetico.
LE EQUAZIONI FONDAMENTALI DI MAXWELL (FORMA DIFFERENZIALE)
1. Legge di Gauss (Elettrica): ∇ · E = ρ / ε₀
2. Legge di Gauss (Magnetica): ∇ · B = 0
3. Legge di Faraday-Neumann: ∇ × E = - ∂B / ∂t
4. Legge di Ampère-Maxwell: ∇ × B = μ₀J + μ₀ε₀(∂E / ∂t)
Vent'anni più tardi, tra il 1886 e il 1888, il fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz confermò sperimentalmente l'esistenza di queste onde invisibili attraverso un oscillatore a scintilla (dipolo aperto) e un risonatore ad anello interrotto da un microscopico spinterometro. Hertz verificò che tali radiazioni esibivano proprietà di riflessione, rifrazione, interferenza e polarizzazione identiche alla luce visibile. Tuttavia, interrogato sulle possibili applicazioni pratiche della sua scoperta, Hertz rispose con celebre scetticismo: "Non ha alcuna utilità pratica. È solo un esperimento che prova che il Maestro Maxwell aveva ragione: queste misteriose onde elettromagnetiche esistono, ma non possiamo vederle a occhio nudo".
Nelle università europee, illustri scienziati come Oliver Lodge in Gran Bretagna, Édouard Branly in Francia e Augusto Righi all'Università di Bologna replicarono ed estesero le misurazioni di Hertz, concentrandosi sull'ottica delle microonde hertziane centimetriche con prismi di paraffina e lenti dielettriche. Righi, vicino di casa e punto di riferimento scientifico informale per Marconi, utilizzava spinterometri a tre o quattro sfere immerse in olio di vaselina per generare lunghezze d'onda brevissime, ideali per dimostrazioni da cattedra su distanze di pochi metri.
La frattura epistemologica operata da Guglielmo Marconi nel silenzio della "stanza dei bachi" – la soffitta di Villa Griffone adibita all'allevamento dei bachi da seta – risiede nell'inversione totale di paradigma: 1. Dall'analisi microscopica alla propagazione macroscopica: Marconi comprese che le frequenze elevatissime (lunghezze d'onda corte) impiegate da Hertz e Righi subivano una severa attenuazione atmosferica e ostacoli di schermatura ottica; era necessario aumentare drasticamente la lunghezza d'onda ($\lambda$) e la potenza emessa. 2. Dall'apparato isolato al sistema integrato: Non bastava un trasmettitore o un rivelatore; occorreva concepire una catena di telecomunicazione completa formata da sorgente di alimentazione, modulatore di codice (tasto Morse), generatore RF ad alta tensione, elemento radiante, canale di propagazione, antenna ricevente, rivelatore a soglia, stadio di ripristino bistabile e trasduttore elettroacustico o scrivente. 3. Dalla propagazione confinata alla trasmissione in spazio aperto: Nessun accademico prima di Marconi aveva tentato di portare gli apparati fuori dalle mura del laboratorio per sfidare l'orografia del territorio.
2. L'Architettura Elettromeccanica: Spinterometro, Antenna Monopolare e Coherer con Decoeratore
L'impianto realizzato a Villa Griffone rappresenta un capolavoro di ingegneria empirica, in cui ogni componente fu ottimizzato per massimizzare il trasferimento di energia elettromagnetica e l'affidabilità della decodifica del segnale telegrafico.
Il Circuito di Trasmissione ad Alta Tensione
Il cuore pulsante del trasmettitore era costituito da un potente rocchetto di induzione di Ruhmkorff, alimentato da una batteria di accumulatori in corrente continua. La commutazione periodica della corrente primaria, operata da un interruttore elettromeccanico a martello, induceva sul secondario ad altissimo numero di spire una forza elettromotrice impulsiva nell'ordine delle decine di kilovolt ($20\text{--}50\text{ kV}$).
Questa tensione caricava la capacità elettrostatica formata tra il sistema d'antenna e la terra, fino a superare la rigidità dielettrica dell'aria interposta tra gli elettrodi dello spinterometro (modificato rispetto allo schema di Righi, spesso funzionante in aria per gestire potenze maggiori). L'innesco della scintilla chiudeva improvvisamente il circuito RLC a parametri distribuiti, generando un treno di oscillazioni ad alta frequenza fortemente smorzate (damped waves):
$$i(t) = I_0 \, e^{-\alpha t} \cos(\omega_0 t + \phi)$$
dove il fattore di smorzamento $\alpha = R / (2L)$ dipendeva dalla resistenza della scintilla e dalle perdite di radiazione, mentre la pulsazione di risonanza $\omega_0 = 2\pi f_0 \approx 1/\sqrt{LC}$ era determinata dalle reattanze del sistema antenna-terra.
La Rivoluzione del Monopolo Verticale e del Piano di Massa
L'innovazione più determinante e originale di Marconi fu l'abbandono del dipolo simmetrico hertziano sospeso in aria a favore della configurazione monopolare asimmetrica: un conduttore verticale isolato (un'asta di rame o una piastra metallica sopraelevata su un palo di legno) collegato a uno dei poli dello spinterometro, mentre l'altro polo veniva saldamente connesso a terra mediante grandi lastre di zinco interrate o lamine immerse in pozzi d'acqua.
Sul piano teorico dell'elettromagnetismo applicato, questa intuizione attivò il principio delle immagini elettrostatiche (noto anche come teorema delle cariche speculari di Lord Kelvin):
Il semispazio conduttivo del terreno agisce come uno specchio perfetto per le correnti verticali, raddoppiando l'altezza efficace dell'antenna ($h_{eff}$) e trasformando la struttura in un radiatore a quarto d'onda ($\lambda/4$) con un diagramma di radiazione omnidirezionale nel piano azimutale e un picco di guadagno radente al suolo:
$$E_\theta(\theta) \propto \frac{\cos\left(\frac{\pi}{2} \cos\theta\right)}{\sin\theta}$$
Questa topologia garantì tre vantaggi fisici colossali: 1. Aumento esponenziale della capacità equivalente ($C$): Permise di accumulare una quantità di carica elettrostatica immensamente superiore prima dell'innesco della scarica, incrementando l'energia irradiata per singolo impulso ($W = \frac{1}{2} C V^2$). 2. Abbassamento della frequenza fondamentale di risonanza: Spostò l'emissione dalle microonde hertziane a frequenze MF/HF (centinaia di kilohertz o pochi megahertz), con lunghezze d'onda di decine o centinaia di metri, caratterizzate da coefficienti di attenuazione atmosferica e da ostacoli nettamente inferiori. 3. Incremento della resistenza di radiazione ($R_{rad}$): Elevò il rendimento d'antenna $\eta = R_{rad} / (R_{rad} + R_{loss})$, proiettando la maggior parte della potenza nel canale di propagazione guidato dalla superficie terrestre.
Il Rivelatore a Coherer Perfezionato e il Meccanismo di Decoerazione Automatica
Sul versante della ricezione, la debolezza del campo elettromagnetico a grande distanza richiedeva un sensore a elevatissima sensibilità non lineare. Marconi adottò il principio del tubo a limatura metallica scoperto da Temistocle Calzecchi-Onesti nel 1884 e ripreso da Édouard Branly, trasformandolo però da instabile dispositivo di laboratorio in un componente di grado industriale.
Il coherer marconiano era costituito da un tubetto di vetro di dimensioni microscopiche ($longitudine \approx 3\text{ cm}$, diametro interno $2\text{ mm}$), contenente tra due tasselli cilindrici d'argento una miscela calibratissima composta per il 95% da limatura di nichel e per il 5% da limatura d'argento, con tracce minime di mercurio, sigillata sotto vuoto parziale spinto per prevenire l'ossidazione superficiale dei grani metallici.
Il fenomeno fisico alla base del coherer è la micro-saldatura per effetto tunnel ed elettrostatico: in condizioni di riposo, i granuli metallici presentano un'altissima resistenza di contatto ($R > 100\text{ k}\Omega\text{--}1\text{ M}\Omega$), comportandosi come un circuito aperto. Quando il fronte d'onda elettromagnetico incidente eccita l'antenna ricevente, la differenza di potenziale radiofrequenza ai capi del coherer supera una soglia critica ($\sim 0.5\text{ V}$), provocando la rottura dielettrica dell'ossido microscopico, la coesione elettrostatica dei grani e il crollo istantaneo della resistenza a poche decine di ohm ($R < 100\,\Omega$).
Per rendere possibile la ricezione continua di una sequenza di punti e linee del codice Morse, il sistema doveva essere immediatamente resettato dopo ogni impulso. Marconi sviluppò un sofisticato circuito a cascata: la corrente continua fornita da una pila locale attraversava il coherer divenuto conduttivo e azionava un relè ad altissima sensibilità galvanometrica tarato su correnti di frazioni di milliampere. Il relè chiudeva a sua volta un circuito secondario di potenza che alimentava simultaneamente: - L'elettromagnete di un registratore telegrafico Morse su nastro di carta (o un campanello acustico); - Un martelletto elettromeccanico oscillante regolabile micrometricamente, che percuoteva delicatamente dal basso il tubetto di vetro, disperdendo le particelle metalliche per decoesione meccanica e ripristinando all'istante l'alta resistività di riposo.
Per evitare che le extracorrenti di apertura dei contatti del relè e le scintille del martelletto causassero auto-inneschi parassiti sul coherer, Marconi inserì bobine di arresto induttive (choke) e resistori non induttivi di smorzamento, realizzando il primo schema di compatibilità elettromagnetica (EMC) della storia.
3. I Fenomeni Fisici della Propagazione: Onde di Terra, Polarizzazione e Diffrazione Oltre la Collina dei Celestini
L'esperimento cruciale che sancì la nascita delle radiocomunicazioni avvenne nell'estate/autunno del 1895. Marconi posizionò il ricevitore oltre la cresta orografica della Collina dei Celestini, un'altura che interrompeva la visibilità ottica (Line of Sight - LOS) tra la villa e l'altopiano retrostante, a una distanza di circa 2.400 metri (oltre due chilometri).
Tutti i fisici dell'epoca, basandosi sull'ottica geometrica hertziana, ritenevano che le onde elettromagnetiche si propagassero esclusivamente in linea retta e che l'interposizione di una collina di terra e roccia avrebbe estinto irrimediabilmente il segnale per assorbimento e schermatura d'ombra. La riuscita della trasmissione marconiana fu resa possibile dalla combinazione di tre fenomeni fisici:
1. La Propagazione per Onda di Superficie (Ground Wave di Sommerfeld-Zenneck)
L'antenna verticale marconiana produce un campo elettrico rigorosamente polarizzato verticalmente ($E_z, E_r$) e un campo magnetico azimutale ($H_\phi$). Quando un'onda a polarizzazione verticale incide con angolo radente su un piano conduttivo reale come la superficie terrestre (costituita dal terreno argilloso-umido della pianura e delle prime colline bolognesi, caratterizzato da permittività dielettrica relativa $\varepsilon_r \approx 10\text{--}15$ e conducibilità $\sigma \approx 10^{-2}\text{ S/m}$), le linee di campo elettrico terminano sulle cariche libere del suolo.
Come dimostrato formalmente solo anni più tardi da Arnold Sommerfeld (1909) e Jonathan Zenneck, l'interfaccia terreno-aria si comporta come una guida d'onda dielettrica con perdite, costringendo il fronte d'onda a "curvarsi" e ad aderire alla curvatura topografica del pianeta anziché disperdersi nello spazio libero. Se Marconi avesse utilizzato un'antenna a polarizzazione orizzontale, il campo elettrico parallelo al suolo avrebbe subito una cancellazione distruttiva istantanea per sfasamento di $180^\circ$ dovuto alla riflessione sul piano conduttore.
2. La Diffrazione Orografica a Spigolo di Coltello (Knife-Edge Diffraction)
A frequenze chilometriche ed ettometriche ($\lambda \approx 100\text{--}300\text{ m}$), le dimensioni geometriche della Collina dei Celestini risultavano comparabili con la lunghezza d'onda del segnale emesso. In base al principio di Huygens-Fresnel, ogni punto della sommità della collina investito dal campo elettromagnetico primario agì come una sorgente secondaria coerente di onde sferiche, re-irradiando energia nella zona d'ombra geometrica retrostante:
$$v = h \sqrt{\frac{2}{\lambda} \left(\frac{1}{d_1} + \frac{1}{d_2}\right)}$$
dove $v$ è il parametro adimensionale di diffrazione di Fresnel, $h$ l'altezza dell'ostacolo rispetto alla congiungente ottica, e $d_1, d_2$ le distanze dai terminali. La grande lunghezza d'onda ridusse il parametro $v$, limitando la perdita di diffrazione a un valore perfettamente compatibile con la dinamica di ricezione del coherer.
3. La Verifica Sperimentale: Lo Storico Colpo di Fucile
Collocato il ricevitore oltre la cresta della collina, Marconi affidò la postazione al fratello Alfonso e al fattore Mignani. Marconi premette il tasto Morse nella stanza dei bachi: la sequenza di scintille attraversò lo spinterometro, l'onda di terra scavalcò l'ostacolo orografico e investì l'antenna ricevente. Il coherer condusse, il relè scattò e il martelletto iniziò a scandire i rintocchi.
Alfonso Marconi, verificata l'avvenuta ricezione del segnale invisibile oltre ogni barriera visiva, sollevò verso il cielo il proprio fucile da caccia e fece fuoco: quell'eco rimbombò tra i calanchi dell'Appennino e sancì l'inizio dell'era globale dell'informazione wireless.
4. Cronaca e Attualità: Villa Griffone Oggi, Polo Museale e Ricerca Viva nella Città Metropolitana di Bologna
1. Sintesi delle Notizie e Iniziative Recenti
In occasione del 150° anniversario della nascita di Guglielmo Marconi e del percorso di valorizzazione scientifica promosso sul territorio, Villa Griffone a Pontecchio Marconi ha consolidato il proprio ruolo di epicentro internazionale della divulgazione e della ricerca sulle radiofrequenze. Sotto l'egida della Fondazione Guglielmo Marconi e del Museo Marconi, il complesso monumentale è stato oggetto di un programma pluriennale di interventi strutturali e multimediali.
Come documentato dai servizi di Rai News - TGR Emilia-Romagna e dalle cronache de il Resto del Carlino - Bologna, il percorso museale integra oggi apparati interattivi di ultima generazione, laboratori storici funzionanti e percorsi didattici immersivi che guidano visitatori e scienziati attraverso la "stanza dei bachi", il parco monumentale e il Mausoleo dove riposa l'inventore.
Parallelamente, la Fondazione ha rafforzato le collaborazioni con il WiLab (Wireless Communication Laboratory) del CNIT e con la Fondazione Ugo Bordoni, trasformando la villa in un laboratorio permanente per la misurazione della propagazione radio e la formazione specialistica di ingegneri e ricercatori provenienti da tutto il mondo.
2. Contesto e Impatto sulla Comunità e sul Territorio Metropolitano
L'eredità marconiana non è percepita a Bologna come un mero reperto archeologico, ma costituisce il pilastro identitario dell'ecosistema tecnologico regionale, noto a livello europeo come la Data Valley dell'Emilia-Romagna. Come evidenziato dai portali istituzionali del Comune di Bologna e dai notiziari di ANSA Emilia-Romagna, l'asse Bologna-Sasso Marconi rappresenta un distretto di eccellenza unico: - Formazione Accademica d'Eccellenza: Il Dipartimento di Ingegneria dell'Energia Elettrica e dell'Informazione "Guglielmo Marconi" (DEI) dell'Università di Bologna attrae ogni anno migliaia di studenti e dottorandi, alimentando la ricerca su antenne intelligenti, microelettronica, radar e telecomunicazioni spaziali. - Riqualificazione e Turismo Scientifico: Il comprensorio di Pontecchio Marconi ha beneficiato di investimenti sulla mobilità sostenibile, con la pista ciclabile della Valle del Reno e itinerari escursionistici che collegano il centro storico di Bologna a Villa Griffone, valorizzando un turismo colto e internazionale. - Integrazione con il Tecnopolo di Bologna: La presenza del supercomputer di classe mondiale Leonardo al CINECA e del centro di calcolo ECMWF presso l'Ex Manifattura Tabacchi salda la tradizione delle telecomunicazioni con il supercalcolo, l'intelligenza artificiale e la simulazione elettromagnetica ad altissima definizione.
3. Voci della Comunità e Dichiarazioni Istituzionali
Durante le recenti assise scientifiche tenutesi tra l'Archiginnasio di Bologna e Villa Griffone, accademici ed esponenti delle istituzioni hanno ribadito l'attualità del metodo marconiano.
"Guglielmo Marconi non fu solo un inventore geniale, ma il primo vero ingegnere di sistema delle telecomunicazioni", ha sottolineato un docente emerito di Campi Elettromagnetici dell'Università di Bologna. "A Villa Griffone Marconi comprese che l'interazione tra la struttura radiante e il suolo modificava radicalmente la funzione di trasferimento del canale. Quella stessa intuizione governa oggi lo studio delle superfici intelligenti riconfigurabili (RIS) che stiamo sviluppando per le comunicazioni millimetriche e sub-terahertz del 6G".
Dai vertici della Fondazione Guglielmo Marconi è giunto un richiamo alla responsabilità educativa:
"Conservare la stanza dei bachi significa ricordare ai giovani che le grandi rivoluzioni tecnologiche nascono dalla capacità di sfidare i dogmi teorici consolidati attraverso il rigore dell'esperimento sul campo. Villa Griffone deve restare un'officina viva, dove l'esperimento del 1895 dialoga con le sfide etiche, energetiche e infrastrutturali del digitale contemporaneo".
5. Analisi di Prospettiva e Futuro: Dalla Scintilla alle Frontiere del 6G, Terahertz e Reti Non-Terrestri
La linea evolutiva scaturita dagli esperimenti di Villa Griffone ha generato l'intera impalcatura del mondo interconnesso. Ripercorrendo i passaggi chiave di questo sviluppo, emergono le radici storiche delle tecnologie che plasmeranno il prossimo decennio:
1. Dalle Onde Smorzate all'Onda Continua e al Radar
La trasmissione a scintilla presentava un grave limite: la larghezza di banda occupata era estesissima e il segnale generava interferenze devastanti su tutto lo spettro. L'invenzione del triodo (Lee De Forest, 1906) e dei circuiti a reazione consentì di generare oscillazioni sinusoidali pure a onda continua (CW), aprendo la strada alla radiodiffusione vocale (AM/FM) e alla sintonia selettiva.
Negli anni Trenta, a bordo del panfilo-laboratorio Elettra, lo stesso Marconi tornò a esplorare le microonde centimetriche, realizzando il primo collegamento a radiofaro per la navigazione cieca nel golfo del Tigullio e anticipando i principi del radar (Radio Detection and Ranging), basato sulla retrodiffusione dell'onda elettromagnetica da parte di bersagli metallici.
2. Dalle Comunicazioni Satellitari alle Reti Non-Terrestri (NTN)
Il trionfo del collegamento transatlantico del 1901 (da Poldhu a Signal Hill, Terranova), che sfruttò la riflessione ionosferica delle onde corte, trova oggi la sua naturale prosecuzione nelle costellazioni satellitari a orbita bassa (LEO) e nelle reti non-terrestri (Non-Terrestrial Networks - NTN). I moderni protocolli di comunicazione integrano stazioni di terra, droni d'alta quota (HAPS) e satelliti in un'unica maglia eterogenea, garantendo connettività ubiqua anche nelle aree più remote del globo, realizzando la visione marconiana di un pianeta interamente collegato senza fili.
3. La Frontiera del 6G: MIMO Olografico, Superfici Riconfigurabili e Frequenze Terahertz
Nel contesto della transizione verso il 6G (previsto per il 2030), i principi di antenna e propagazione scoperti empiricamente a Pontecchio Marconi tornano a essere di primaria attualità: - Massive MIMO e Beamforming Spaziale: Le reti 6G impiegano matrici con centinaia di micro-antenne integrate su chip, capaci di sintetizzare lobi di radiazione direttivi ed estremamente stretti, indirizzando l'energia verso specifici utenti in tempo reale e annullando le interferenze distruttive. - Superfici Intelligenti Riconfigurabili (RIS - Reconfigurable Intelligent Surfaces): Strutture planari composte da metamateriali con elementi a sfasamento controllabile elettronicamente, capaci di modificare dinamicamente le condizioni di riflessione e diffrazione dell'ambiente circostante. In un perfetto parallelismo con Marconi che sfruttò la Collina dei Celestini per guidare il segnale, le RIS ingegnerizzano l'ambiente urbano per trasformare gli ostacoli fisici in ripetitori passivi intelligenti. - Bande Millimetriche e Sub-THz (100 GHz – 1 THz): L'esplorazione di porzioni inesplorate dello spettro consente tassi di trasferimento dati superiori a $100\text{ Gbit/s}$, abilitando applicazioni di telepresenza olografica, gemelli digitali urbani e comunicazioni quantistiche ultra-sicure.
6. Punti Chiave e Sintesi per i Lettori
Per orientarsi nella complessa parabola storico-scientifica e per chi desidera visitare i luoghi marconiani nel territorio bolognese, si riporta il seguente quadro sinottico riassuntivo:
- Sito Storico e Museo: Villa Griffone, Via Celestini 1, 40037 Pontecchio Marconi (Bologna). Sede della Fondazione Guglielmo Marconi e del Museo Marconi.
- Datazione dell'Esperimento Cardine: Primavera-Autunno 1895 (prima trasmissione oltre la collina e fuori dalla portata ottica a circa 2,4 km).
- Innovazioni Tecnologiche Fondamentali:
- Antenna Monopolare Verticale con Messa a Terra: Creazione di un sistema radiante asimmetrico ad alta capacità e momento di dipolo massimizzato;
- Coherer a Vuoto con Miscela Nichel-Argento: Rivelatore non lineare ad alta sensibilità;
- Decoeratore Elettromeccanico Automatico: Ripristino istantaneo dello stato di alta resistività sincronizzato con il relè telegrafico;
- Compatibilità Elettromagnetica: Inserimento di induttanze di blocco per prevenire auto-inneschi parassiti.
- Fenomeni Fisici di Propagazione: Polarizzazione verticale guidata, onde di superficie di Sommerfeld-Zenneck e diffrazione orografica di Fresnel.
- Hub di Ricerca Collegati: Dipartimento DEI dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, laboratori WiLab-CNIT, Tecnopolo di Bologna (Supercomputer Leonardo/CINECA).
- Modalità di Visita al Museo: Aperture regolari con visite guidate su prenotazione, percorsi per scuole, università e delegazioni internazionali (informazioni su www.museomarconi.it).