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CRONACA E NOTIZIE DI BOLOGNA

Ferrovia Bologna-Portomaggiore: L'Ingegneria Dell'Interramento Ipogeo Tra Soppressione Dei Passaggi a Livello E Ricucitura Del Quartiere Cirenaica

**Nel cuore operaio del capoluogo emiliano, l’eliminazione di cinque storici passaggi a livello e lo scavo in trincea coperta trasformano una secolare barriera d'acciaio in un corridoio ecologico continuo. Un viaggio tra le complessità idrogeologiche del sottosuolo, le frequenze smorzate delle nuove stazioni ipogee e il futuro intermodale del Servizio Ferroviario Metropolitano.**
Punto Chiave / Sintesi
Essential takeaway summary for Ferrovia Bologna-Portomaggiore: L'Ingegneria Dell'Interramento Ipogeo Tra Soppressione Dei Passaggi a Livello E Ricucitura Del Quartiere Cirenaica.

Nel reticolo razionale e denso del quartiere Cirenaica, le campane metalliche dei passaggi a livello hanno scandito per quasi un secolo e mezzo la respirazione a singhiozzo della vita quotidiana. Quando le sbarre bianche e rosse calavano su via Paolo Fabbri o via Libia, la città sembrava arrestarsi di colpo: file interminabili di automobili con i motori accesi, ciclisti in attesa col piede a terra, pedoni costretti a deviazioni forzate e, soprattutto, una frattura fisica ed ecologica netta tra le anime urbane di San Vitale e San Donato. Oggi, quell’archeologia ferroviaria ottocentesca sta scomparendo sotto metri di terra e cemento armato, lasciando il posto a una delle operazioni di rigenerazione geotecnica e infrastrutturale più ambiziose d’Italia.

L’interramento della tratta urbana della ferrovia Bologna-Portomaggiore, promosso da Ferrovie Emilia-Romagna (FER) all'interno del più ampio Progetto Integrato della Mobilità Bolognese (PIMBO) e coordinato con il Comune di Bologna e la Regione Emilia-Romagna - Mobilità, rappresenta ben più di un semplice cantiere di trasporto. È un intervento di alta chirurgia urbana che salda una lacerazione risalente al 1887, restituendo ettari di superficie alla mobilità dolce, azzerando le emissioni da congestione e ridisegnando il baricentro del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) in un nodo di interscambio sotterraneo ad altissima frequenza.


1. Sintesi dell'Evento e Inquadramento del Cantiere PIMBO

Il cantiere dell'interramento della Bologna-Portomaggiore ha ormai superato le fasi strutturali più critiche, entrando nel vivo delle rifiniture impiantistiche e della riconsegna progressiva delle aree di superficie. L'intervento copre un tracciato di circa 4,5 chilometri complessivi, di cui quasi due chilometri completamente interrati mediante gallerie artificiali e trincee a cielo chiuso tra la fermata di Bologna San Vitale/Zanolini e via Larga.

L’opera si inserisce nel Lotto 2 del PIMBO, finanziato attraverso la rimodulazione strategica dei fondi statali ex-legge 211/1992 (originariamente destinati al progetto Civis), integrati da risorse regionali e comunali per un investimento superiore ai 70 milioni di euro. L’obiettivo primario dell’opera è duplice: 1. Fluidificazione della mobilità di superficie: L'eliminazione definitiva e irrevocabile dei cinque passaggi a livello storici distribuiti lungo l'asse est: via Paolo Fabbri, via Libia, via Rimesse, via Benvenuto Cellini e via Larga. 2. Potenziamento del trasporto su ferro: L'adeguamento della linea agli standard prestazionali dell'SFM metropolitano, con raddoppio selettivo delle sezioni critiche, elettrificazione a 3 kV cc, modernizzazione del segnalamento ferroviario (ERTMS/SCMT) e creazione di moderne stazioni sotterranee accessibili a ridotta mobilità.

Con la contestuale sospensione provvisoria del traffico ferroviario sul tratto urbano (sostituito da corse bus dedicate) e l'avanzamento dei getti delle solette di copertura, la città sperimenta ora il passaggio dai disagi della cantierizzazione alla percezione tangibile di un nuovo paesaggio urbano restituito.


2. La ferita d'acciaio: Genealogia storica e frattura urbana nel quadrante est

Per comprendere la portata simbolica e funzionale di questo intervento, occorre riavvolgere il nastro alla fine del XIX secolo. Inaugurata nel 1887 dalla Società Veneta per Imprese e Costruzioni Pubbliche, la linea Bologna-Portomaggiore nacque come ferrovia d'interesse locale per connettere le campagne del Ferrarese e della Bassa bolognese con il capoluogo, convogliando merci agricole e lavoratori verso i mercati e le prime officine cittadine.

All'epoca della sua costruzione, i binari correvano attraverso una periferia agreste punteggiata da orti, canali e cascine isolate. Tuttavia, l'esplosione demografica e lo sviluppo edilizio del primo Novecento mutarono radicalmente il contesto. Con la fondazione della Cooperativa Risanamento e la nascita della Cirenaica – quartiere operaio e ferroviere edificato a partire dal 1913 e battezzato con i toponimi della guerra di Libia – la ferrovia si trovò repentinamente inghiottita da una maglia urbana ad alta densità abitativa.

Nel corso dei decenni, la presenza del binario unico a raso si è trasformata da volano di sviluppo a pesante servitù urbana: * Effetto "diga" sul traffico: La chiusura alternata dei cinque passaggi a livello – calcolata in oltre 4 ore complessive di sbarramento quotidiano durante le ore di punta – generava sistematici blocchi alla circolazione di quartiere, impedendo persino il tempestivo passaggio dei mezzi di soccorso diretti al vicino Policlinico Sant'Orsola-Malpighi. * Inquinamento acustico e atmosferico: Il fenomeno dello stop-and-go di migliaia di veicoli incolonnati a ridosso delle finestre residenziali provocava picchi di concentrazione di biossido di azoto ($NO_2$) e particolato sottile ($PM_{10}$ e $PM_{2.5}$), oltre a un continuo inquinamento acustico causato dallo sferragliamento e dai fischi d'avviso dei convogli diesel e dei primi treni elettrici. * Frammentazione sociale: La Cirenaica – celebrata dal cantautore Francesco Guccini nella celebre via Paolo Fabbri – è rimasta per generazioni una sorta di "enclave" protetta ma isolata, separata dalle direttrici commerciali e universitarie di via San Donato e via Massarenti.


3. Geotecnica e ingegneria ipogea: Il cantiere invisibile tra diaframmi, falde e smorzamento

L'esecuzione di uno scavo profondo in un tessuto urbano consolidato, caratterizzato da edifici storici in muratura portante a filo strada e da un fitto reticolo di sottoservizi (acquedotti secolari, reti gas, cavidotti ad alta tensione e fognature miste), ha imposto l’adozione delle tecniche geotecniche più sofisticate dell'ingegneria civile contemporanea.

Lo scavo in trincea coperta (Metodo "Cut and Cover")

La realizzazione della galleria artificiale si è basata sul metodo sequenziale top-down e bottom-up mediante l'infissione di paratie continue di diaframmi in calcestruzzo armato e pali secanti trivellati di grande diametro (fino a 1000-1200 mm), spinti a profondità comprese tra i 18 e i 25 metri dal piano campagna: * Fase 1 (Paratie e deviazione sottoservizi): Costruzione dei muri di guida, scavo idraulico con benna mordente ed idrofresa sotto protezione di fango bentonitico tixotropico per evitare il collasso delle pareti, calaggio delle gabbie d'armatura strutturale e getto di calcestruzzo con tubo convogliatore (metodo Contractor). * Fase 2 (Soletta di copertura/strallatura provvisoria): Realizzazione della soletta superiore in cemento armato ad alta resistenza direttamente a livello superficiale, creando un "tetto" rigido che ha consentito, in tempi record, la riapertura provvisoria della viabilità trasversale sovrastante. * Fase 3 (Smarramento ipogeo): Scavo in sotterraneo al riparo della soletta ("cieco controllato"), con evacuazione delle terre da scavo mediante nastri trasportatori ed elevatori posizionati in punti nodali a basso impatto acustico. * Fase 4 (Radier di fondo e completamento): Posa del solettone di fondo armato controspinta (radier) per contrastare le pressioni idrostatiche e geostatiche.

Gestione idrogeologica e contenimento della falda

Il sottosuolo di Bologna orientale è dominato da complessi alluvionali quaternari composti da lenti alternate di ghiaie limose, sabbie e argille a permeabilità variabile, caratterizzate da una falda freatica sospesa e profonda alimentata dal conoideide del torrente Savena e dai canali storici cittadini.

Per impedire fenomeni di sifonamento, scalzamento delle fondazioni dei palazzi prospicienti e variazioni dannose del livello piezometrico locale, i tecnici di FER hanno predisposto: 1. Tamponi di fondo in Jet-Grouting: Colonne sub-orizzontali e verticali consolidate mediante iniezione ad altissima pressione (oltre 400 bar) di miscele cementizie impermeabilizzanti alla base dello scavo, creando un vero e proprio "vascone" a tenuta stagna. 2. Sistemi di drenaggio e barriere impermeabili: Posa di teli bentonitici termosaldati e membrane polimeriche in PVC-P a rivestimento completo dell’intradosso e dell’estradosso delle gallerie, integrati da pozzi di dewatering a circuito chiuso per il monitoraggio e il reinfiltro guidato delle acque di falda a valle idrogeologica.

Mitigazione vibro-acustica: I sistemi antivibranti "Massa-Molla"

Uno degli aspetti più delicati dell'opera riguarda la vicinanza della linea ferroviaria alle fondazioni delle abitazioni storiche (in alcuni punti a meno di 4-6 metri). Il passaggio dei convogli ferroviari genera onde elastiche a bassa frequenza ($10-80\text{ Hz}$) capaci di propagarsi attraverso il terreno e trasformarsi in rumore irradiato e micro-vibrazioni nelle strutture abitative.

Per eliminare questo disturbo, l'armamento ferroviario è stato progettato con criteri di eccellenza acustica: * Materassini resilienti sotto-ballast (Sub-Ballast Mats): Strati elastomerici in poliuretano microcellulare e gomma riciclata vulcanizzata ad alta densità posizionati tra la platea in cemento armato e la massicciata di pietrisco, con capacità di smorzamento dinamico superiore al 75%. * Tratti su soletta flottante (Floating Slab Track): Nelle sezioni più prossime alle facciate di via Libia e via Paolo Fabbri, il binario poggia su blocchi di calcestruzzo prefabbricato disaccoppiati dalla struttura principale mediante molle in acciaio armonico e tamponi in elastomero (sistema massa-molla), tarati con una frequenza di risonanza inferiore agli $8\text{ Hz}$, rendendo il transito dei treni del tutto impercettibile all'interno degli appartamenti superiori.


4. La metamorfosi del Servizio Ferroviario Metropolitano: I nodi ipogei di Libia e Rimesse

L'interramento della Bologna-Portomaggiore non è un semplice intervento urbanistico di rimozione, ma l'architrave su cui poggia l'evoluzione del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) bolognese, configurando un'autentica "metropolitana regionale" di superficie e di sottosuolo.

La riorganizzazione infrastrutturale valorizza in modo decisivo due nuove stazioni sotterranee:

La nuova fermata ipogea di Bologna Libia

Collocata strategicamente a metà strada tra via San Donato e via Massarenti, la fermata di Bologna Libia colma un vuoto d'accessibilità storico. Dotata di banchine coperte lunghe 150 metri (adeguate ai moderni elettrotreni Pop e Rock), ascensori panoramici ad alta capacità, percorsi tattili LFI per ipovedenti e sistemi di areazione forzata antincendio secondo le stringenti normative UNI EN 1363: * Funziona come fermata di prossimità per il quartiere universitario e residenziale, permettendo di raggiungere Bologna Centrale in appena 4 minuti. * Integra un'ampia velostazione protetta e punti di ricarica per la micromobilità elettrica.

L'hub intermodale di Bologna Rimesse (Sant'Orsola)

La stazione di Bologna Rimesse subisce una radicale riqualificazione, evolvendosi nel principale snodo di scambio del quadrante est: * Connessione diretta con il Policlinico Sant'Orsola: Un tunnel pedonale dedicato e percorsi protetti collegano la stazione al polo ospedaliero universitario, decongestionando il traffico veicolare generato da migliaia di dipendenti, pazienti e studenti. * Intermodalità con tram e Bicipolitana: La stazione intercetta i corridoi della Bicipolitana di Bologna (Linee 1 e 6) e si connette alle fermate delle future linee del Tram di Bologna (sistema a trazione elettrica su rotaia attualmente in realizzazione), rendendo fluido il passaggio treno-tram-bicicletta con una sola tessera tariffaria integrata Mi Muovo.


5. La restituzione superficiale: Corridoi ecologici, piazze di prossimità e sutura urbana

Cosa sorge dove prima correvano rotaie arrugginite, traversine imbevute di creosoto e barriere antirumore in lamiera? Il piano di rigenerazione urbana approvato dal Comune di Bologna e disegnato in sinergia con la cittadinanza punta a una totale rinaturalizzazione e sutura del paesaggio urbano.

Gli assi portanti della restituzione pubblica comprendono: * Il Parco Lineare dell'Est: Il sedime ferroviario dismesso viene convertito in una greenway continua lunga oltre 1,8 km, piantumata con oltre 350 nuovi alberi ad alto fusto (selezionati tra specie a basso fabbisogno idrico come carpini bianchi, aceri campestri e frassini) e arbusti aromatici anti-inquinamento. L'area verde agisce da corridoio biologico urbano, favorendo la biodiversità e contrastando l'effetto isola di calore estiva ($\Delta T$ fino a $-2,5^\circ\text{C}$ rispetto all'asfalto circostante). * Nuove Piazze di Prossimità: Nei punti in cui sorgevano i passaggi a livello di via Paolo Fabbri e via Libia nascono spazi pubblici pedonalizzati, dotati di illuminazione a LED adattiva a basso consumo, zone giochi inclusive per l'infanzia e dehors per le attività commerciali di vicinato. * Ricucitura Viaria Trasversale: Le strade storiche vengono ricollegate senza interruzioni di livello. L'eliminazione dei guard-rail e delle barriere apre varchi visuali e pedonali inediti, permettendo ai residenti della Cirenaica di raggiungere le scuole e i servizi di San Donato in totale sicurezza a piedi o in bicicletta, in perfetta aderenza con la visione di Bologna Città 30.


6. Voci dalla trincea: Il dialogo tra istituzioni, ingegneri e comunità locale

La trasformazione della linea Bologna-Portomaggiore è stata accompagnata da un costante confronto sociale e tecnico. Lungo i cantieri, il rumore delle trivelle ha dialogato con le aspettative e i disagi quotidiani dei cittadini.

L'Assessore alla Mobilità e Infrastrutture del Comune di Bologna ha ribadito la centralità strategica dell'opera durante uno dei recenti sopralluoghi tecnici:

"Non stiamo semplicemente nascondendo un treno sotto terra; stiamo abbattendo un muro invisibile che per oltre un secolo ha spaccato in due quartieri storici e vitali. L'interramento della Bologna-Portomaggiore è l'archetipo della città che vogliamo: una metropoli a zero emissioni, dove il ferro corre veloce e silenzioso nel sottosuolo e la superficie appartiene ai cittadini, al verde e alla mobilità attiva."

Sul versante geotecnico e cantieristico, la direzione lavori di Ferrovie Emilia-Romagna (FER) evidenzia le sfide superate:

"Operare con paratie di diaframmi a ridosso di palazzi centenari, tenendo costantemente sotto controllo i gradienti idraulici della falda con sensori inclinometrici e piezometrici in fibra ottica in tempo reale, ha richiesto una precisione millimetrica. L'impiego dei sistemi antivibranti di ultima generazione sotto la massicciata garantirà che i residenti sopra la galleria non avvertano alcuna oscillazione durante il transito dei convogli dell'SFM."

Nei caffè storici di via Paolo Fabbri, la memoria popolare saluta il passato per aprirsi al futuro. Come racconta Marco Roversi, 68 anni, residente storico della Cirenaica:

"Da ragazzino aspettare che passasse la 'Littorina' era una scusa classica per arrivare in ritardo a scuola. Ma negli ultimi vent'anni quel passaggio a livello era diventato un incubo di smog e rumore. Vedere aprirsi un parco al posto dei binari e poter attraversare la strada per andare al mercato di via Libia senza barriere sembra quasi un miracolo laico per il nostro quartiere."

Come riportato dai principali organi di stampa locale e nazionale, tra cui le inchieste territoriali di BolognaToday, Il Resto del Carlino e i notiziari di ANSA Emilia-Romagna, l'avanzamento dei lavori ha rappresentato uno dei temi caldi del dibattito cittadino, catalizzando l'attenzione dei comitati di quartiere e degli urbanisti europei.


7. Prospettiva 2030: Bologna laboratorio europeo di mobilità integrata e neutralità climatica

L’interramento della ferrovia di Portomaggiore non vive isolato nel panorama delle opere pubbliche; esso costituisce un tassello nevralgico della candidatura di Bologna tra le 100 città europee a impatto climatico zero entro il 2030 (EU Mission Climate-Neutral and Smart Cities).

Nel quadro delineato dal PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), il completamento dell'asse ferroviario interrato permetterà di: 1. Cadenzamento suburbano a 15 minuti: Trasformare la linea per Portomaggiore in una metropolitana leggera suburbana, con frequenze cadenzate nelle ore di punta tra Budrio, Roveri e Bologna Centrale. 2. Shift Modale: Sottrarre stimati oltre 12.000 spostamenti automobilistici giornalieri dalla tangenziale e dalle radiali est (via San Donato e via Massarenti), convogliando il pendolarismo studentesco e lavorativo direttamente sull'infrastruttura su ferro. 3. Decarbonizzazione del Trasporto Pubblico: L'interazione diretta con le linee del tram a trazione elettrica e la rete ciclabile protetta crea una maglia di mobilità in cui l'automobile privata diventa un'opzione secondaria e non più necessaria per muoversi tra periferia e centro storico.


8. Punti Chiave e Sintesi Tecnica per i Lettori

Un quadro analitico e sintetico per comprendere i parametri geotecnici, ingegneristici e trasportistici dell'opera di interramento.

Parametro / Ambito Specifiche Tecniche e Dati di Progetto Impatto Urbano ed Ecologico
Estensione dell'Intervento Tratta totale di 4,5 km; gallerie e trincee coperte per circa 1,8 km. Ricucitura continua di due quartieri storici (San Vitale e San Donato).
Passaggi a Livello Eliminati 5 (vie Paolo Fabbri, Libia, Rimesse, Cellini, Larga). Eliminazione di oltre 4 ore/giorno di sbarramento stradale e code veicolari.
Tecnologia di Scavo Cut and cover con paratie di diaframmi e pali secanti in c.a. ($\varnothing\text{ 1000-1200 mm}$, prof. 18-25 m). Totale stabilità strutturale degli edifici e azzeramento del rischio di cedimenti differenziali.
Contenimento Idrogeologico Tamponi di fondo in Jet-Grouting ad alta pressione e membrane impermeabili bentonitiche. Isolamento idraulico rispetto alla falda alluvionale del conoide Savena.
Mitigazione Vibro-Acustica Materassini elastomerici sub-ballast e piastre flottanti massa-molla ($f_0 < 8\text{ Hz}$). Abbattimento delle onde vibrazionali nei fabbricati residenziali entro le soglie UNI 9614.
Nuove Fermate SFM Fermata sotterranea Bologna Libia e riqualificazione hub Bologna Rimesse (Sant'Orsola). Accesso diretto all'ospedale Sant'Orsola e interconnessione con la Bicipolitana e la futura rete tramviaria.
Spazio Verde Restituito Corridoio verde lineare di oltre 1,8 km con >350 nuovi alberi e piste ciclabili. Riduzione dell'effetto isola di calore ($\Delta T -2,5^\circ\text{C}$) e nuova dotazione di spazi ricreativi.
Investimento Complessivo Circa 70+ milioni di euro (Quadro economico PIMBO / FER / Regione / MIT). Riqualificazione patrimoniale e valorizzazione immobiliare dell'intero quadrante est.

9. Takeaway Box: Sintesi e Punto Chiave dell'Inchiesta

📌 Sintesi e Punto Chiave dell'Inchiesta

  • L'Evento Strutturale: L'interramento della ferrovia Bologna-Portomaggiore elimina una frattura urbana aperta nel 1887, cancellando 5 storici passaggi a livello che paralizzavano il quadrante San Vitale-Cirenaica.
  • L'Eccellenza Ingegneristica: Lo scavo in trincea coperta con diaframmi in cemento armato, tamponi impermeabili in jet-grouting per la tenuta di falda e materassini resilienti antivibranti massa-molla protegge il tessuto storico e abbatte le emissioni vibro-acustiche.
  • L'Impatto sulla Mobilità: Nascita della nuova stazione ipogea di Libia e trasformazione di Rimesse in polo d'interscambio con il Policlinico Sant'Orsola, la Bicipolitana e la futura rete del tram, con treni suburbani cadenzati verso Bologna Centrale in 4 minuti.
  • La Città Restituita: Sopra la galleria sorge un parco lineare continuo con percorsi ciclo-pedonali, restituendo ai cittadini uno spazio verde mitigatore del clima e ricucendo per sempre l'identità sociale e urbanistica della Cirenaica.

Fonti Istituzionali e Riferimenti Documentali

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